Studio 124 Project (Italiano)
Published in Open Doors Issue N. 4 June 2023
Uno spazio vero, tangibile non virtuale sembra essere una vera e propria chimera oggigiorno. L’unico atto avanguardista in questa epoca di arte modificata digi- talmente dall’intelligenza artificiale e spruzzata nel freddo universo virtuale della rete, è la ricerca dell’atto creativo, generato in quei “laboratori” rinati come bulbi di tulipani nel “compost” fertile depositato nei due anni di Covid. La reazione di men- ti creative a questo shock imprevisto ha ridato possibilità all’arte di germogliare in tante singole ed uniche forme espressive, dando vita, in molti casi, a spazi co-work- ing.
Con i suoi numerosi artisti, Livorno sembra riassumere quanto appena accennato. Un posto che pullula di creatività fin dalla sua nascita come porto Mediceo agli albori del ‘600. Il porto franco, aperto ad ogni religione e privo di un ghetto (altro elemento di unicità) ha attirato ogni tipo di popolazione e conseguentemente svari- ate culture all’interno delle sue mura. I risultati di questo incipit alternativo sono personalità forti e contaminate, come quella di Modigliani e Mascagni affermatesi ai piani alti dell’arte di primo ‘900.
Con Spazio 124 sogno di dare visibilità a nuove personalità artistiche, ridestando l’interesse per un fermento creativo che rappresenti il periodo storico in corso di svolgimento. È forse giunta l’ora di svincolarsi dalla rete e tornare a cercare nei lu- oghi veri, tangibili e non virtuali ?
Simone Mantia è un fotografo e ingegnere livornese.
Scopre la fotografia da adolescente, iniziando a fotografare paesaggi e ritratti. Dopo un periodo di pausa, nel 2017 riscopre la fotografia di strada. Da subito è attratto dalla possibilità di congelare momenti ordinari e di raccontare, mediante le immag- ini, frammenti di vita. Nel 2019 inizia ad interessarsi maggiormente alla fotografia documentaria, realizzando il progetto “Doppie Visioni” sulle gare remiere livornesi.
E’ stato finalista in diversi concorsi nazionali e internazionali, tra i quali il MSPF (Miami Street Photography Festival), il LSPF (London Street Photography Festival) e l’ISPF (Italian Street Photo Festival). Nel 2018 riceve la menzione d’onore all’Ur- ban Photo Awards e, nel 2020 e 2022, è tra i vincitori dell’Observa Street Photo Festival.
Instagram: manti.simo Flickr: Simone.mantia
Michaela Paone
“Un click al giorno toglie il medico di torno”. Che sia reflex o cellulare è così che sento il mio fare “ click”, mi regala una buona disposizione verso la vita, mi per- mette di creare mondi affini o paralleli, comunque creare per creare. In genere non progetto i miei scatti, tutto avviene in modo del tutto naturale ed improvviso secon- do il mood del momento e l’ambiente circostante. Amo creare un’interazione tra la mia figura e ciò che mi circonda divenendo un unicum. Altre volte prediligo alter- ate la realtà creando un nuovo punto di vista, una visione distorta.
Simone Di Maggio
Simone Di Maggio (DMBT) ha 45 anni e la sua produzione artistica è quasi inte- gralmente musicale, sebbene la sensibilità verso l’arte e le frequentazioni di amici artisti sia per lui una costante da sempre. Da quasi tre anni sperimenta con il diseg- no a china e gli acquerelli, riprendendo un percorso interrotto a fine ‘90, stavolta con la volontà di trovare il proprio equilibrio tra forma e colore – immerso nella libertà e la meraviglia del gesto pittorico.
Luca Serasini
Sono nato a Pisa nel 1971.
Ho iniziato a dipingere nel 1996 e dal 2003 ho iniziato ad usare diverse altre tecniche, dalla fotografia ai video e alle videoinstallazioni fino a giungere, nel 2013 alla land art, e grazie ai miei studi di elettronica, a creare light box e dispositivi interattivi.
Uno dei due progetti che porto avanti è il Progetto Costellazioni che parte dalla domanda se abbiamo ancora noi, oggigiorno, realmente bisogno delle stelle. Nato inizialmente come progetto di land art si è via via articolato nelle forme più diverse attraverso il video, la fotografia, installazioni interattive, pittura e grafica.
I lavori in mostra appartengono al ciclo Population I, lavori su carta e acrilico in rilievo che sviluppano, in 21 lavori di piccole dimensioni, il tema della popolazione di stelle. In cosmologia le stelle sono divise in popolazioni, che a seconda della loro composizione chimica ne viene compresa l’età. La prima popolazione (Population I appunto) sono le stelle più giovani dell’Universo.


