Interviews,  Lingua Italiana

Interview with Artist Tatiana Stadnichenko (Italiano)

By Luca Misuri. Original Language: Italian. Published in Open Doors Issue N. 6 Dec 2024.

Cortile di Palazzo Pucci nel cuore di Firenze, ad un passo dall’ormai satura Galleria dell’Accademia. Mi aggiro tra le colonne in pietra serena in cerca di preziosi dettagli ma come al solito non c’è tempo. Scorgo la “vetrina” dello spazio espositivo del- la LdM (Lorenzo dei Medici), una delle tante università Americane di stanza a Firenze. Alcuni studenti mi passano accanto veloci. Scorgo di sfuggita delle serigrafie all’interno dello spazio espositivo al piano terra del Palazzo gestito dalla LdM. Forme di foglie, erbe, fiori. Scoprirò a breve che si tratta dello “spirito” delle piante curative impresso su carta a mo di serigrafia. Ci sono foglie appese al soffitto basso, un faretto proietta la loro ombra sul muro (che sia una idea platonica?). Conosco ben poco, meglio non dire niente di compromettente. Ho appuntamento con Tatiana Stadnichenko. L’artista russa invitata da Open Doors a confrontarsi con il sottoscritto, quello dello Studio 124 (riguardatevi nel caso l’intervista di Silvia Serenari nel quinto numero).

Ci vediamo al Caffè Ricasoli, uno degli angoli più trafficati dal turismo di mas- sa, complice quel blocco di Marmo che tanto sembra appassionare le masse o per lo meno le smuove. Il David è a qualche centinaio di metri, noi ci beviamo il caffè e ci incamminiamo dalla parte opposta. Rieccoci nel cortile manierista. Lei, senza troppi giri di parole, appena varcata la soglia dello spazio espositivo e salutato le ragazze al welcome desk, mi spara la frase più adatta per colpirmi al cuore (senza saperlo). “Sic- come il mondo sta crollando…”

Continua Tatiana: “…dobbiamo tornare alle radici. Le piante sono curative, nutrien- ti, purificatrici. Questo è un mondo che ora più che mai rasenta l’abisso della sempre più probabile apocalisse. Durante il Covid ho sviluppato questa idea. Cosa saremmo in grado di fare senza gli strumenti tecnologici che costantemente supportano le nos- tre necessità?“

La prima stanza allestita da Tatiana presenta fogli serigrafati con tecnica a gel raffig- uranti le silhouettes di foglie e fiori, l’effetto è di osservare i negativi delle foto di un compendio di Botanica, poi Tatiana interviene in mio aiuto…

Tatiana: “Dobbiamo tornare ai nostri pensieri originari. Domandarci “chi siamo ? Quali sono le nostre origini? Che cosa sappiamo fare ancora oggi a livello pratico? Che cosa succederebbe se in caso di necessità dovessimo fare ricorso a queste risorse?”

“Siamo in grado di curarci da soli? Saremmo in grado di sopravvivere grazie a ques- ti elementi naturali che ci circondano ma di cui abbiamo dimenticato il prezioso apporto curativo e nutritivo? Alcune pi-
ante hanno la capacità placare l’agitazione costante che pervade le nostre menti. È un altro modo per rallentare le nostre vite fre- netiche.”

Luca: “Evoluzione tecnologica e la conseg- uente dipendenza da essa è certamente la causa principale dell’oblio di tecniche del passato un tempo fondamentali alla so- pravvivenza.

“Sicuramente l’altro elemento di disturbo per una vita equilibrata è dato dalla costante frenesia che quotidianamente ci mette di fronte all’impossibilità di prendere decisioni ponderate. Ne conseguono ansie e nevrosi non di certo nuove in questa società moderna. Ma come poter provare a reagire a tutto questo ? Dire risolvere suonerebbe eccessivamente ottimista. Quale percorso risolutivo proponi?”

Tatiana: “Dobbiamo calmare questo stato di agitazione globale. Alleviare i nostri mali. Rallentare i nostri ritmi. Prendersi cura di un altro e di se stessi è il più grande e complesso atto di amore attuabile nella quotidianità, un atto catartico che incoraggia a comunicare attraverso le vibrazioni più sottili dell’anima.

“Vengo da Tara, vicino ad Omsk, città della Siberia della grandezza di Pistoia, circon- data da boschi, prati, natura e quindi piante, quelle che ho raccolto con mia madre ed ho utilizzato per queste stampe a gel. Tirando il gel sulla superficie del foglio riesco a trasferirvi lo spirito curativo della pianta. Questo non è un semplice elenco di piante curative. Il gesto artistico trasforma il tutto in uno strumento per curare i nostri problemi attuali. Io sono un’artista, tutto questo si tratta di una metafora della. “som- ministrazione visuale” di queste piante curative.”

Luca: “Possiamo considerarla come una medicina naturale somministrata visual- mente. Un messaggio subliminale nobile. Questa idea nasce in Siberia ma prosegue in Toscana dove vivi. Quanto questo cambiamento di luogo ha influenzato la tua ricerca artistica?”

Tatiana: “Il tema della mia personale migrazione alla scoperta di paesi e culture di- verse è parte integrante della mia ricerca artistica. L’adattamento ad un nuovo posto viene da me spesso analizzato attraverso video istallazioni in cui il costante flusso di immagini (che creo disegnando su fogli o attraverso l’uso del pad e digitalizzando il tutto) provenienti dal mio vissuto in svariati paesi quali Russia, Norvegia, Italia per citartene alcuni, viene proiettato su teli dalla superficie irregolare o vere e proprie architetture immobili (spesso create con la carta o tessuto) la cui superficie variegata rende lo scorrere delle immagini ben più dinamico.”

Luca: “Aggiungerei se mi permetti, in maniera meno banale di un monitor o una superficie piatta. La tua idea di dinamismo viene dal connubio tra superficie fisica immobile (ma irregolare e non piatta come uno schermo) sulla quale viene proiettata l’immagine dinamica.”

Tatiana: “E’ il risultato dei miei anni di studio culminati col periodo dell’MFA di Bergen (Academy of Art and Design). Ho incontrato docenti ed artisti che hanno influenzato le mie ricerche stilistiche. Il pro-
fessor Kjersti Sundland è stato il mio men-

tore durante gli studi per il master a Bergen. Prezioso anche l’apporto di Peter Geschwind del Royal art Academy di Stoccolma e Bran- don LaBelle. La ricerca della connessione tra il flusso di immagini e quello sonoro sta alla base della mia espressione artistica.

“Adesso ti faccio vedere la seconda sala espositiva.”

A questo punto entriamo nel secondo ambiente e mi trovo innanzi ad una vera e pro- pria cascata ascendente di immagini disegnate dall’artista su di un rotolo digitale di circa 20m e proiettate su di un telo appeso al soffitto. Ha la forma del fianco di una montagna o di un fiume che da essa scende a valle. Sulla superficie del telo scorgo forme stampate di felci, quelle non si muovono, rimangono fisse inondate dal flusso di immagini. Tatiana mi racconta che secondo una leggenda Siberiana, quando si trova una felce fiorita nel periodo estivo questa genera dei poteri in colui che l’ha scoperta, permettendogli di comprendere perfino il linguaggio degli animali.

Penso che la ricerca multimediale, e quindi moderna di questa artista così originale si contrapponga alla sua ricerca essenziale, improntata sulla riscoperta di leggi ataviche insite nel nostro DNA. Mi sembra di intuire che il suo obbiettivo sia quello di risvegliare una parte della nostra essenza andata dimenticata a causa della progressiva acceler- azione dei ritmi di vita così innaturale e così opposti alla nostra natura originaria. Ed infatti prima di continuare il nostro dialogo, mi fa accomodare in un ambiente ar- chitettonico unico. Mi chiede di rimanere per five minuti immerso in un costante flusso visuale e sonoro quale completamento del percorso espositivo.

L’immersione: La cascata guaratrice

Le campane tibetane sonorizzate da Tommaso Ferrini mi aiutano a distaccarmi dal flusso costante di pensieri connettendomi con più facilità all’opera visiva. L’ascesa di immagini proiettate di forme vegetali e linee digitalizzate collide col suono della caduta di acqua; anche se ad un certo punto, l’inversione del flusso visivo porta lo spettatore verso la caduta gravitazionale naturale dell’immagini associabili alle cascate che Tati- ana ha potuto contemplare nei bellissimi paesaggi scandinavi. Lei la chiama la cascata guaritrice.

La sensazione è quella di avere una media nettamente inferiore di pensieri per la testa. Sento la necessità di sedermi a terra in contemplazione. Sto forse rallentando?

Poi la porta si apre, Tatiana rientra ed allora torno al cuore della questione.

Luca: “Se fai tutto questo vuol dire che pensi ci sia la possibilità di salvarci? Di guari- re?”

Tatiana: “Potremmo mettere tutti questi politici confusi in una stanza come questa, inserire l’odore delle piante curative, i suoni, il flusso, visivo, chiuderli per un giorno intero dentro e sperare che uscendo si ristabilisca un equilibrio che possa essere tras- messo velocemente al resto del mondo.”

Luca: Aiutarli a ricordare? E non dimenticare di nuovo. Guarire con la bellezza. E magari educare a questo anche le nuove generazioni? I bambini?”

Tatiana: “Sicuramente! Anche se in questo momento dobbiamo pensare a quante persone stanno morendo a causa di queste decisioni sbagliate a loro volta causate da questo squilibrio. Non c’è tempo da perdere. Dobbiamo provare a fermare queste persone, queste decisioni che generano azioni scellerate. Poi educare le nuove gener- azioni completerebbe l’opera.”

Luca: “Una domanda da Italiano ad un’artista che ha un termine di paragone con altri paesi. Quale è la situazione economica di un artista che cerca di dedicarsi inter- amente ai propri obiettivi artistici?”

Tatiana: “Molto spesso mi chiedono come sopravvivere da artista nel 2024? Posso dire onestamente che è ancora piuttosto difficile. Il nostro mondo sta diventando sempre più materiale, veloce e superficiale, basato su infiniti contenuti diffusi dai vari canali social, tra cui i più utilizzati attualmente Instagram e Tik tok. Un’artista, ha la priorità di andare in profondità e mettere in discussione i vari processi dell’essere umano. Serve tempo per maturare un concetto prima che possa essere diffuso e non è detto che il pubblico sia disposto ad investirci del tempo.”

Luca: “È normale che tutta questa frenesia si rifletta nei canali social e conseguen- temente nello scrollare impulsivo (italianizzazione a me cara del verbo to scroll = scorrere su monitor touch screen) a velocità sempre maggiori su contenuti social tra cui immagini di opere inserite per esempio su Instagram. Ciò non permette l’ade- guato, direi neanche minimo, assorbimento di uno dei possibili significati, concetti o, esagerando, sensazioni che tale opera è in grado di emanare, superficializzando drasticamente il tutto.

“I Social sono certamente utili a fini di marketing pubblicitario ma poi serve la fruizione fisica, diretta vissuta della stessa. Abbiamo forse ricreato tecnologicamente il concetto di riflesso delle idee platoniche ? Come poter allora sopravvivere economi- camente artisticamente a questa era confusa?”

Tatiana: “Nel mio caso combino circa 5-6 lavori, tutti collegati al campo dell’arte: insegno diversi corsi come pittura classica, disegno, schizzi, pittura con pigmenti naturali, pittura al caffè e pittura al vino. Lavoro come grafico, come traduttore di corsi d’arte, amministratore in un’accademia d’arte privata e illustratore di libri. L’il- lustrazione di libri è uno dei miei processi preferiti. L’anno scorso sono stati pubbli- cati 6 libri per bambini e adulti con le mie illustrazioni. È molto soddisfacente tenere in mano il libro, stampato con le tue immagini.”

C’è tanta qualità artistica, perizia, ricerca e sostanza in queste creazioni, anche se ciò che maggiormente mi colpisce dopo queste parole è la sua nobiltà. Ecco che esce quel prendersi cura del prossimo quale atto supremo diAmore che ha fatto vibrare la mia anima e per questo mi sento di dire che prometto di fare tesoro di questa lezione di vita ancestrale e provare a diffondere il più possibile questo messaggio.