{"id":952,"date":"2025-12-28T17:53:01","date_gmt":"2025-12-28T17:53:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.opendoorsreview.com\/?p=952"},"modified":"2025-12-28T17:53:03","modified_gmt":"2025-12-28T17:53:03","slug":"studio-124-project-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/2025\/12\/28\/studio-124-project-italiano\/","title":{"rendered":"Studio 124 Project (Italiano)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Published in <a href=\"http:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/previous-editions\/\">Open Doors Issue N. 4 June 2023<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno spazio vero, tangibile non virtuale sembra essere una vera e propria chimera oggigiorno. L\u2019unico atto avanguardista in questa epoca di arte modificata digi- talmente dall\u2019intelligenza artificiale e spruzzata nel freddo universo virtuale della rete, \u00e8 la ricerca dell\u2019atto creativo, generato in quei \u201claboratori\u201d rinati come bulbi di tulipani nel \u201ccompost\u201d fertile depositato nei due anni di Covid. La reazione di men- ti creative a questo shock imprevisto ha ridato possibilit\u00e0 all\u2019arte di germogliare in tante singole ed uniche forme espressive, dando vita, in molti casi, a spazi co-work- ing.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con i suoi numerosi artisti, Livorno sembra riassumere quanto appena accennato. Un posto che pullula di creativit\u00e0 fin dalla sua nascita come porto Mediceo agli albori del \u2018600. Il porto franco, aperto ad ogni religione e privo di un ghetto (altro elemento di unicit\u00e0) ha attirato ogni tipo di popolazione e conseguentemente svari- ate culture all\u2019interno delle sue mura. I risultati di questo incipit alternativo sono personalit\u00e0 forti e contaminate, come quella di Modigliani e Mascagni affermatesi ai piani alti dell\u2019arte di primo \u2018900.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con Spazio 124 sogno di dare visibilit\u00e0 a nuove personalit\u00e0 artistiche, ridestando l\u2019interesse per un fermento creativo che rappresenti il periodo storico in corso di svolgimento. \u00c8 forse giunta l\u2019ora di svincolarsi dalla rete e tornare a cercare nei lu- oghi veri, tangibili e non virtuali ?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.lucamisuri.com\/?page_id=40\">Studio 124<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Simone Mantia \u00e8 un fotografo e ingegnere livornese.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scopre la fotografia da adolescente, iniziando a fotografare paesaggi e ritratti. Dopo un periodo di pausa, nel 2017 riscopre la fotografia di strada. Da subito \u00e8 attratto dalla possibilit\u00e0 di congelare momenti ordinari e di raccontare, mediante le immag- ini, frammenti di vita. Nel 2019 inizia ad interessarsi maggiormente alla fotografia documentaria, realizzando il progetto \u201cDoppie Visioni\u201d sulle gare remiere livornesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 stato finalista in diversi concorsi nazionali e internazionali, tra i quali il MSPF (Miami Street Photography Festival), il LSPF (London Street Photography Festival) e l\u2019ISPF (Italian Street Photo Festival). Nel 2018 riceve la menzione d\u2019onore all\u2019Ur- ban Photo Awards e, nel 2020 e 2022, \u00e8 tra i vincitori dell\u2019Observa Street Photo Festival.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Instagram: manti.simo Flickr: Simone.mantia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Michaela Paone<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cUn click al giorno toglie il medico di torno\u201d. Che sia reflex o cellulare \u00e8 cos\u00ec che sento il mio fare \u201c click\u201d, mi regala una buona disposizione verso la vita, mi per- mette di creare mondi affini o paralleli, comunque creare per creare. In genere non progetto i miei scatti, tutto avviene in modo del tutto naturale ed improvviso secon- do il mood del momento e l\u2019ambiente circostante. Amo creare un\u2019interazione tra la mia figura e ci\u00f2 che mi circonda divenendo un unicum. Altre volte prediligo alter- ate la realt\u00e0 creando un nuovo punto di vista, una visione distorta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Simone Di Maggio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Simone Di Maggio (DMBT) ha 45 anni e la sua produzione artistica \u00e8 quasi inte- gralmente musicale, sebbene la sensibilit\u00e0 verso l\u2019arte e le frequentazioni di amici artisti sia per lui una costante da sempre. Da quasi tre anni sperimenta con il diseg- no a china e gli acquerelli, riprendendo un percorso interrotto a fine \u201890, stavolta con la volont\u00e0 di trovare il proprio equilibrio tra forma e colore \u2013 immerso nella libert\u00e0 e la meraviglia del gesto pittorico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Luca Serasini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono nato a Pisa nel 1971.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho iniziato a dipingere nel 1996 e dal 2003 ho iniziato ad usare diverse altre tecniche, dalla fotografia ai video e alle videoinstallazioni fino a giungere, nel 2013 alla land art, e grazie ai miei studi di elettronica, a creare light box e dispositivi interattivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei due progetti che porto avanti \u00e8 il Progetto Costellazioni che parte dalla domanda se abbiamo ancora noi, oggigiorno, realmente bisogno delle stelle. Nato inizialmente come progetto di land art si \u00e8 via via articolato nelle forme pi\u00f9 diverse attraverso il video, la fotografia, installazioni interattive, pittura e grafica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lavori in mostra appartengono al ciclo Population I, lavori su carta e acrilico in rilievo che sviluppano, in 21 lavori di piccole dimensioni, il tema della popolazione di stelle. In cosmologia le stelle sono divise in popolazioni, che a seconda della loro composizione chimica ne viene compresa l\u2019et\u00e0. La prima popolazione (Population I appunto) sono le stelle pi\u00f9 giovani dell\u2019Universo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Published in Open Doors Issue N. 4 June 2023 Uno spazio vero, tangibile non virtuale sembra essere una vera e propria chimera oggigiorno. L\u2019unico atto avanguardista in questa epoca di arte modificata digi- talmente dall\u2019intelligenza artificiale e spruzzata nel freddo universo virtuale della rete, \u00e8 la ricerca dell\u2019atto creativo, generato in quei \u201claboratori\u201d rinati come bulbi di tulipani nel \u201ccompost\u201d fertile depositato nei due anni di Covid. La reazione di men- ti creative a questo shock imprevisto ha ridato possibilit\u00e0 all\u2019arte di germogliare in tante singole ed uniche forme espressive, dando vita, in molti casi, a spazi co-work- ing. Con i suoi numerosi artisti, Livorno sembra riassumere quanto appena accennato. Un posto che pullula di creativit\u00e0 fin dalla sua nascita come porto Mediceo agli albori del \u2018600. Il porto franco, aperto ad ogni religione e privo di un ghetto (altro elemento di unicit\u00e0) ha attirato ogni tipo di popolazione e conseguentemente svari- ate culture all\u2019interno delle sue mura. I risultati di questo incipit alternativo sono personalit\u00e0 forti e contaminate, come quella di Modigliani e Mascagni affermatesi ai piani alti dell\u2019arte di primo \u2018900. Con Spazio 124 sogno di dare visibilit\u00e0 a nuove personalit\u00e0 artistiche, ridestando l\u2019interesse per un fermento creativo che rappresenti il periodo storico in corso di svolgimento. \u00c8 forse giunta l\u2019ora di svincolarsi dalla rete e tornare a cercare nei lu- oghi veri, tangibili e non virtuali ? Simone Mantia \u00e8 un fotografo e ingegnere livornese. Scopre la fotografia da adolescente, iniziando a fotografare paesaggi e ritratti. Dopo un periodo di pausa, nel 2017 riscopre la fotografia di strada. Da subito \u00e8 attratto dalla possibilit\u00e0 di congelare momenti ordinari e di raccontare, mediante le immag- ini, frammenti di vita. Nel 2019 inizia ad interessarsi maggiormente alla fotografia documentaria, realizzando il progetto \u201cDoppie Visioni\u201d sulle gare remiere livornesi. E\u2019 stato finalista in diversi concorsi nazionali e internazionali, tra i quali il MSPF (Miami Street Photography Festival), il LSPF (London Street Photography Festival) e l\u2019ISPF (Italian Street Photo Festival). Nel 2018 riceve la menzione d\u2019onore all\u2019Ur- ban Photo Awards e, nel 2020 e 2022, \u00e8 tra i vincitori dell\u2019Observa Street Photo Festival. Instagram: manti.simo Flickr: Simone.mantia Michaela Paone \u201cUn click al giorno toglie il medico di torno\u201d. Che sia reflex o cellulare \u00e8 cos\u00ec che sento il mio fare \u201c click\u201d, mi regala una buona disposizione verso la vita, mi per- mette di creare mondi affini o paralleli, comunque creare per creare. In genere non progetto i miei scatti, tutto avviene in modo del tutto naturale ed improvviso secon- do il mood del momento e l\u2019ambiente circostante. Amo creare un\u2019interazione tra la mia figura e ci\u00f2 che mi circonda divenendo un unicum. Altre volte prediligo alter- ate la realt\u00e0 creando un nuovo punto di vista, una visione distorta. Simone Di Maggio Simone Di Maggio (DMBT) ha 45 anni e la sua produzione artistica \u00e8 quasi inte- gralmente musicale, sebbene la sensibilit\u00e0 verso l\u2019arte e le frequentazioni di amici artisti sia per lui una costante da sempre. Da quasi tre anni sperimenta con il diseg- no a china e gli acquerelli, riprendendo un percorso interrotto a fine \u201890, stavolta con la volont\u00e0 di trovare il proprio equilibrio tra forma e colore \u2013 immerso nella libert\u00e0 e la meraviglia del gesto pittorico. Luca Serasini Sono nato a Pisa nel 1971. Ho iniziato a dipingere nel 1996 e dal 2003 ho iniziato ad usare diverse altre tecniche, dalla fotografia ai video e alle videoinstallazioni fino a giungere, nel 2013 alla land art, e grazie ai miei studi di elettronica, a creare light box e dispositivi interattivi. Uno dei due progetti che porto avanti \u00e8 il Progetto Costellazioni che parte dalla domanda se abbiamo ancora noi, oggigiorno, realmente bisogno delle stelle. Nato inizialmente come progetto di land art si \u00e8 via via articolato nelle forme pi\u00f9 diverse attraverso il video, la fotografia, installazioni interattive, pittura e grafica. I lavori in mostra appartengono al ciclo Population I, lavori su carta e acrilico in rilievo che sviluppano, in 21 lavori di piccole dimensioni, il tema della popolazione di stelle. In cosmologia le stelle sono divise in popolazioni, che a seconda della loro composizione chimica ne viene compresa l\u2019et\u00e0. 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