{"id":950,"date":"2025-12-28T17:50:05","date_gmt":"2025-12-28T17:50:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.opendoorsreview.com\/?p=950"},"modified":"2025-12-28T17:50:07","modified_gmt":"2025-12-28T17:50:07","slug":"intervista-con-giudice-ospite-giovanni-vergineo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/2025\/12\/28\/intervista-con-giudice-ospite-giovanni-vergineo\/","title":{"rendered":"Intervista con giudice ospite Giovanni Vergineo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Published in <a href=\"http:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/previous-editions\/\">Open Doors Issue N. 4 June 2023<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanni Vergineo \u00e8 archeologo, guida turistica di Roma e imprenditore. E\u2019 nato a Benevento nel 1984 ma vive nella\u00a0capitale dal 2009. Nel 2010 \u00e8 stato finalista del premio \u201cItalo Calvino\u201d con la raccolta di racconti \u201cPippe\u201d. Nel 2015 \u00e8 stato semifinalista del premio \u201cLa Giara\u201d con il romanzo \u201cLa scom- parsa delle Cotolette\u201d selezione regione Campania. Ha pub- blicato alcuni dei suoi racconti in varie riviste e raccolte, tra le\u00a0quali \u201cOschiLoschi\u201d \u2013 Nevermind edizioni, Benevento, curata\u00a0da F. Ignelzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanni Vergineo is an archaeologist, tour guide in Rome and entrepreneur. He was born in Benevento in 1984 but has\u00a0lived in the capital since 2009. In 2010 he was a finalist for the \u201cItalo Calvino\u201d award with the collection of short stories \u201cPippe\u201d. In 2015 he was semi-finalist of the \u201cLa Giara\u201d award with the novel \u201cLa scomparsa delle Cotolette\u201d in the Campa- nia region selection. He has published some of his stories in\u00a0various magazines and collections, including \u201cOschiLoschi\u201d \u2013\u00a0Nevermind editions, Benevento, edited by F. Ignelzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lauren:&nbsp;<\/strong>Raccontaci un po\u2019 del tuo ul- timo libro, di cosa parla e cosa ti ha ispirato a raccontare questa storia?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giovanni:&nbsp;<\/strong>Il mio romanzo \u201cL\u2019antico vaso andava salvato\u201d parla della vita di Gennaro, uno studente di archeolo- gia. \u00c8 largamente autobiografico, ma ci sono comunque molte parti total- mente inventate. Il libro vuole offrire uno spaccato della vita degli studen- ti di archeologia, raccontando cosa significa studiare archeologia in Ita- lia al di l\u00e0 della retorica alla Indiana Jones, quali sono le sfide da affron- tare quotidianamente, le scoperte, le incertezze sul futuro e sulla carriera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 anche un romanzo che par-<br>la di amore e di educazione sentimentale: la crescita professionale di Genn- aro \u00e8 contemporanea a una ancora pi\u00f9 eclatante crescita personale. Durante uno scavo archeologico, Gennaro incontra Lara, studentessa americana di cui si innamora perdutamente. Lara si trasferisce in Italia, e i due intrecciano una drammatica storia fatta di sentimenti estremi: amore, odio, gelosia, rancore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La personalit\u00e0 del protagonista viene plasmata pagina dopo pagina dai suoi studi e dalle sue esperienze \u201csul campo\u201d, cos\u00ec come dal confronto continuo con Lara e la sua cultura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ultima analisi, il libro vuole essere una riflessione sull\u2019archeo- logia come scelta di vita, sul soffocante mondo accademico, e sul- la fine dei sogni di giovent\u00f9 , siano essi professionali o sentimentali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ispirazione \u00e8 venuta dalla mia vita reale, ma anche dal desiderio di fare i conti con alcune delle mie ossessioni pi\u00f9 forti: l\u2019archeologia, l\u2019amore, il confronto con culture diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><img decoding=\"async\" src=\"blob:http:\/\/www.opendoorsreview.com\/bce2f84d-e9d7-41fe-8418-4e115637021e\" alt=\"page10image88695952\" width=\"269.292000\" height=\"423.026770\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lauren:&nbsp;<\/strong>Quanti libri hai scritto (compreso quelli non pubblicati)? Com\u2019\u00e8 cambiato il tuo processo creativo dal primo all\u2019ultimo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giovanni:&nbsp;<\/strong>Ho scritto due romanzi e vari racconti. Il processo creativo non \u00e8 cam- biato molto: parto sempre da un\u2019idea fissa, un\u2019ossessione, una storia che cova dentro di me e di cui vorrei liberarmi. Poi studio, scrivo di getto, e riscrivo molte volte finch\u00e9 non sono soddisfatto del risultato. Nel mio primo romanzo, \u201cla scomparsa delle coto- lette\u201d, ho affrontato il tema della famiglia, dei misteri di famiglia e dell\u2019incomunica- bilit\u00e0 tra le generazioni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lauren:&nbsp;<\/strong>Hai una struttura organizzata fin dall\u2019inizio o inizi a scrivere e poi vedi come l\u2019idea si evolve?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giovanni:&nbsp;<\/strong>Ho una struttura &#8211; base, ma mi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">piace molto vedere la storia dipanarsi in modo naturale, e scoprirla man mano che la scrivo pi\u00f9 che crearla. Dico spesso che la scrittura non \u00e8 nella testa, ma nelle dita: passa direttamente dal mio inconscio al computer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lauren:&nbsp;<\/strong>Quanto della tua esperienza di vita entra nel tuo lavoro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giovanni:&nbsp;<\/strong>Moltissimo. Quasi tutti i miei racconti e molto dei miei romanzi hanno una componente autobiografica. Mi piacerebbe per\u00f2 provare a raccontare dei person- aggi molto diversi e lontani da me, prendermi una vacanza da me stesso, insomma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lauren:&nbsp;<\/strong>Per me ci sono due tipi di autori che apprezzo. Quello che mi da ispirazione di scrivere e creare &#8211; leggo e subito dopo devo scrivere. E quello che adoro e mi piace leggere ma non mi da ispirazione allo stesso modo. Qual\u2019\u00e8 un esempio del primo e del secondo per te?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giovanni:&nbsp;<\/strong>Di solito, leggere non mi ispira a scrivere. Dagli scrittori imparo le tecniche, lo stile, ne apprezzo la bravura o la genialit\u00e0, ma la voglia di scrivere nasce da dentro di me. Nasce dal voler tirare fuori ci\u00f2 che ho dentro.<br>Mi piace molto la frase di Kafka:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cThis&nbsp;tremendous world I have inside of me. How to free myself, and this world, without tearing myself to pieces. And rather tear myself to a thousand pieces than be buried with this world within me. \u201c &#8211; Kafka<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questo&nbsp;<\/strong>mondo tremendo che ho dentro di me. Come libera- re me stesso e questo mondo senza ridurmi in pezzi? E meglio es- sere ridotto in pezzi che venir seppellito con questo mondo dentro di me.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un aforisma che spiega perfettamente cosa rappresenta la scrittura per me.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lauren:&nbsp;<\/strong>Scrivi mai in inglese? Se si, com\u2019\u00e8 scrivere in una lingua diversa dalla tua? Se no, perch\u00e9 no?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giovanni:&nbsp;<\/strong>Nel mio ultimo romanzo \u201cl\u2019antico vaso andava salvato\u201d ci sono molte parti in inglese. Lara, la co-protagonista, \u00e8 americana e usa molte parole ingle- si. Anche Gennaro, nei dialoghi con Lara, usa spesso espressioni americane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante ci\u00f2 non ho mai scritto in inglese in modo esten- sivo, quindi non saprei rispondere a questa domanda di preciso. Credo che scrivere in un altra lingua sia un\u2019esperienza fantastica, stra- niante e complessa. Ma forse \u00e8 per questo che non lo faccio. Devo pen- sarci troppo: per quanto parli inglese abbastanza bene, la scrittura in lin- gua diventa troppo \u201cmeditata\u201d, troppo mediata dalla mia parte razionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che la scrittura debba uscire veloce dalle dita, e che pi\u00f9 veloce esca, meglio sia il risultato. La materia narrativa grezza &#8211; su cui poi si intervene con cura e attenzione &#8211; deve essere gettata sulla carta in modo istantaneo, violento, veloce. \u00c8 un\u2019eiaculazi- one. Non riesco ad eiaculare in inglese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lauren:&nbsp;<\/strong>Quale autore italiano consiglieresti di leggere ad un parlante inglese?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giovanni:&nbsp;<\/strong>Mi verrebbe da dire Calvino, ma \u00e8 un po\u2019 troppo facile&#8230;sicuramente mi sento di consigliare \u201cLa Pelle\u201d di Curzio Malaparte. Per quelli pi\u00f9 bravi, Tommaso Landolfi e Raffaele la Capria. \u201cFerito a morte\u201d \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti romanzi ital- iani ed \u00e8 praticamente sconosciuto all\u2019estero, il che \u00e8 un peccato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Published in Open Doors Issue N. 4 June 2023 Giovanni Vergineo \u00e8 archeologo, guida turistica di Roma e imprenditore. E\u2019 nato a Benevento nel 1984 ma vive nella\u00a0capitale dal 2009. Nel 2010 \u00e8 stato finalista del premio \u201cItalo Calvino\u201d con la raccolta di racconti \u201cPippe\u201d. Nel 2015 \u00e8 stato semifinalista del premio \u201cLa Giara\u201d con il romanzo \u201cLa scom- parsa delle Cotolette\u201d selezione regione Campania. Ha pub- blicato alcuni dei suoi racconti in varie riviste e raccolte, tra le\u00a0quali \u201cOschiLoschi\u201d \u2013 Nevermind edizioni, Benevento, curata\u00a0da F. Ignelzi. Giovanni Vergineo is an archaeologist, tour guide in Rome and entrepreneur. He was born in Benevento in 1984 but has\u00a0lived in the capital since 2009. In 2010 he was a finalist for the \u201cItalo Calvino\u201d award with the collection of short stories \u201cPippe\u201d. In 2015 he was semi-finalist of the \u201cLa Giara\u201d award with the novel \u201cLa scomparsa delle Cotolette\u201d in the Campa- nia region selection. He has published some of his stories in\u00a0various magazines and collections, including \u201cOschiLoschi\u201d \u2013\u00a0Nevermind editions, Benevento, edited by F. Ignelzi. Lauren:&nbsp;Raccontaci un po\u2019 del tuo ul- timo libro, di cosa parla e cosa ti ha ispirato a raccontare questa storia? Giovanni:&nbsp;Il mio romanzo \u201cL\u2019antico vaso andava salvato\u201d parla della vita di Gennaro, uno studente di archeolo- gia. \u00c8 largamente autobiografico, ma ci sono comunque molte parti total- mente inventate. Il libro vuole offrire uno spaccato della vita degli studen- ti di archeologia, raccontando cosa significa studiare archeologia in Ita- lia al di l\u00e0 della retorica alla Indiana Jones, quali sono le sfide da affron- tare quotidianamente, le scoperte, le incertezze sul futuro e sulla carriera. \u00c8 anche un romanzo che par-la di amore e di educazione sentimentale: la crescita professionale di Genn- aro \u00e8 contemporanea a una ancora pi\u00f9 eclatante crescita personale. Durante uno scavo archeologico, Gennaro incontra Lara, studentessa americana di cui si innamora perdutamente. Lara si trasferisce in Italia, e i due intrecciano una drammatica storia fatta di sentimenti estremi: amore, odio, gelosia, rancore. La personalit\u00e0 del protagonista viene plasmata pagina dopo pagina dai suoi studi e dalle sue esperienze \u201csul campo\u201d, cos\u00ec come dal confronto continuo con Lara e la sua cultura. In ultima analisi, il libro vuole essere una riflessione sull\u2019archeo- logia come scelta di vita, sul soffocante mondo accademico, e sul- la fine dei sogni di giovent\u00f9 , siano essi professionali o sentimentali. L\u2019ispirazione \u00e8 venuta dalla mia vita reale, ma anche dal desiderio di fare i conti con alcune delle mie ossessioni pi\u00f9 forti: l\u2019archeologia, l\u2019amore, il confronto con culture diverse. Lauren:&nbsp;Quanti libri hai scritto (compreso quelli non pubblicati)? Com\u2019\u00e8 cambiato il tuo processo creativo dal primo all\u2019ultimo? Giovanni:&nbsp;Ho scritto due romanzi e vari racconti. Il processo creativo non \u00e8 cam- biato molto: parto sempre da un\u2019idea fissa, un\u2019ossessione, una storia che cova dentro di me e di cui vorrei liberarmi. Poi studio, scrivo di getto, e riscrivo molte volte finch\u00e9 non sono soddisfatto del risultato. Nel mio primo romanzo, \u201cla scomparsa delle coto- lette\u201d, ho affrontato il tema della famiglia, dei misteri di famiglia e dell\u2019incomunica- bilit\u00e0 tra le generazioni Lauren:&nbsp;Hai una struttura organizzata fin dall\u2019inizio o inizi a scrivere e poi vedi come l\u2019idea si evolve? Giovanni:&nbsp;Ho una struttura &#8211; base, ma mi piace molto vedere la storia dipanarsi in modo naturale, e scoprirla man mano che la scrivo pi\u00f9 che crearla. Dico spesso che la scrittura non \u00e8 nella testa, ma nelle dita: passa direttamente dal mio inconscio al computer. Lauren:&nbsp;Quanto della tua esperienza di vita entra nel tuo lavoro? Giovanni:&nbsp;Moltissimo. Quasi tutti i miei racconti e molto dei miei romanzi hanno una componente autobiografica. Mi piacerebbe per\u00f2 provare a raccontare dei person- aggi molto diversi e lontani da me, prendermi una vacanza da me stesso, insomma. Lauren:&nbsp;Per me ci sono due tipi di autori che apprezzo. Quello che mi da ispirazione di scrivere e creare &#8211; leggo e subito dopo devo scrivere. E quello che adoro e mi piace leggere ma non mi da ispirazione allo stesso modo. Qual\u2019\u00e8 un esempio del primo e del secondo per te? Giovanni:&nbsp;Di solito, leggere non mi ispira a scrivere. Dagli scrittori imparo le tecniche, lo stile, ne apprezzo la bravura o la genialit\u00e0, ma la voglia di scrivere nasce da dentro di me. Nasce dal voler tirare fuori ci\u00f2 che ho dentro.Mi piace molto la frase di Kafka: \u201cThis&nbsp;tremendous world I have inside of me. How to free myself, and this world, without tearing myself to pieces. And rather tear myself to a thousand pieces than be buried with this world within me. \u201c &#8211; Kafka Questo&nbsp;mondo tremendo che ho dentro di me. Come libera- re me stesso e questo mondo senza ridurmi in pezzi? E meglio es- sere ridotto in pezzi che venir seppellito con questo mondo dentro di me. \u00c8 un aforisma che spiega perfettamente cosa rappresenta la scrittura per me. Lauren:&nbsp;Scrivi mai in inglese? Se si, com\u2019\u00e8 scrivere in una lingua diversa dalla tua? Se no, perch\u00e9 no? Giovanni:&nbsp;Nel mio ultimo romanzo \u201cl\u2019antico vaso andava salvato\u201d ci sono molte parti in inglese. Lara, la co-protagonista, \u00e8 americana e usa molte parole ingle- si. Anche Gennaro, nei dialoghi con Lara, usa spesso espressioni americane. Nonostante ci\u00f2 non ho mai scritto in inglese in modo esten- sivo, quindi non saprei rispondere a questa domanda di preciso. Credo che scrivere in un altra lingua sia un\u2019esperienza fantastica, stra- niante e complessa. Ma forse \u00e8 per questo che non lo faccio. Devo pen- sarci troppo: per quanto parli inglese abbastanza bene, la scrittura in lin- gua diventa troppo \u201cmeditata\u201d, troppo mediata dalla mia parte razionale. Credo che la scrittura debba uscire veloce dalle dita, e che pi\u00f9 veloce esca, meglio sia il risultato. La materia narrativa grezza &#8211; su cui poi si intervene con cura e attenzione &#8211; deve essere gettata sulla carta in modo istantaneo, violento, veloce. \u00c8 un\u2019eiaculazi- one. Non riesco ad eiaculare in inglese. Lauren:&nbsp;Quale autore italiano consiglieresti di leggere ad un parlante inglese? Giovanni:&nbsp;Mi verrebbe da dire Calvino, ma \u00e8 un po\u2019 troppo facile&#8230;sicuramente mi sento di consigliare \u201cLa Pelle\u201d di Curzio Malaparte. 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