{"id":545,"date":"2021-05-27T20:36:19","date_gmt":"2021-05-27T20:36:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/?p=545"},"modified":"2025-04-21T13:36:04","modified_gmt":"2025-04-21T13:36:04","slug":"intervista-pamela-maddaleno-di-missive-selvatiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/2021\/05\/27\/intervista-pamela-maddaleno-di-missive-selvatiche\/","title":{"rendered":"Intervista: Pamela Maddaleno di &#8220;Missive Selvatiche&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">This interview appears in the May 2021 Issue of The Open Doors Review. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alscolta l\u2019intervista intera su Apple Podcasts o su opendoorsreview.com. Intervista e podcast realizzati da Lauren Mouat.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"945\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Missive-girls.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-616\" srcset=\"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Missive-girls.jpg 945w, https:\/\/www.opendoorsreview.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Missive-girls-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.opendoorsreview.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Missive-girls-768x528.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 945px) 100vw, 945px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cCosa succede quando un\u2019opera d\u2019arte viene trovata dove non dovrebbe essere &#8230; come una cassetta delle lettere?\u201d Questa \u00e8 solo una delle domande sollevate dai misteriosi pacchi che sono spuntati nelle cassette postali delle persone in tutta Italia. Da una manciata di artisti che cercano di combattere la depressione del lockdown, Missive Selvatiche \u00e8 ora alla sua terza edizione che incorpora il lavoro di oltre 150 artisti in 1.500 pacchetti, sempre consegnati a perfetti sconosciuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto \u00e8 nato come atto di \u201cresistenza artistica\u201d nel novembre 2020, quando i fondatori Pamela Maddaleno e Alessia Castellano stavano affrontando l\u2019ennesimo blocco nazionale e si sentivano frustrati dal fatto che l\u2019arte fosse messa da parte in un momento in cui sentivano che era pi\u00f9 necessaria. Una dozzina di artisti hanno contribuito alla prima edizione, avvolgendo con cura tre opere d\u2019arte originali in pacchi di carta marrone insieme al loro manifesto. La seconda edizione di marzo ha visto l\u2019ingresso in squadra dell\u2019artista Margherita Nuti e ora sono di nuovo cresciuti, aiutati da un collettivo fiorentino guidato da Michelle Davis e Giulia Iaquinta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pezzi di musica, schizzi, foto, poesie, illustrazioni &#8211; hanno chiamato queste missive \u201cSelvatiche\u201d in riferimento al fatto che gli artisti coinvolti erano liberi di creare come volevano. Senza sostenitori o finanziamenti, questo \u00e8 un progetto interamente nato dagli artisti stessi che sperano che i loro \u201cdoni\u201d d\u2019arte ispirino la conversazione e la riflessione, ispirando gli altri a mettersi in gioco, a creare e a condividere, mostrandoci che anche a distanza, l\u2019arte ci mantiene sempre*.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*Adattato dal articolo originale pubblicato in inglese da Lauren Mouat in The Florentine, May 2021<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho parlato con Pamela Maddaleno di com\u2019\u00e8 stato creato il progetto di Missive Selvatiche e come si stia sviluppando. Abbiamo parlato della sua esperienza come artista, le opportunit\u00e0 create dal Self Publishing e la forza del \u201cfare qualcosa\u201d anzich\u00e9 \u201drimanere fermi nell\u2019incertezza. La seguente intervista \u00e8 stata editata ed adattata per la rivista.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Intervista<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lauren: Congratulazioni per il successo di questo progetto! Sono stata attirata da \u201cMissive Selvatiche\u201d perch\u00e9 \u00e8 nato contemporaneamente alla rivista letteraria Open Doors, ed \u00e8 anche un metodo per unire le persone attraverso l\u2019arte.<br><br>A che punto siete con la terza edizione? State ancora preparando qualche pacco o sono gi\u00e0 tutti in viaggio?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pamela: Allora, nella terza edizione ci sono 1.500 pacchi, quindi molti considerando che sono tutti fatti a mano. \u00c8 un po\u2019 pi\u00f9 evoluta questa terza edizione, nel senso che abbiamo fatto delle cose che prima non avevamo mai osato fare. Per esempio, siamo andati a portare 25 \u201cMissive Selvatiche\u201d in una scuola elementare, perch\u00e9 siamo state contattate da una maestra di una classe di seconda elementare in cui c\u2019era un bambino che aveva ricevuto nella propria cassetta della posta una \u201cMissiva Selvatica\u201d e si \u00e8 presentato in classe con questo pacchettino. La maestra ci conosceva, ne ha parlato agli alunni e ci ha scritto dicendo che tutti i bambini sognavano di ricevere nella cassetta della posta una \u201cMissiva Selvatica\u201d. E quindi abbiamo fatto un\u2019eccezione e siamo andate noi personalmente (tipo Babbo Natale) dai bambini e ci siamo rese conto che anche quella \u00e8 un\u2019operazione importante.<br><br>Anche i bambini sono rimasti molto colpiti. Abbiamo parlato con dei bambini di 7 anni, abbiamo visto che per loro l\u2019arte \u00e8 il pittore. Se tu chiedi a un bambino: \u201cChe cos\u2019\u00e8 l\u2019arte?\u201d per loro, l\u2019arte \u00e8 la pittura. E invece dentro le nostre Missive si trovano molte altre cose &#8211; ovviamente forme un po\u2019 pi\u00f9 classiche come illustrazioni, fotografie &#8211; ma anche delle cose che nei pacchetti in genere non si trovano come musica, danza, teatro, cinema quindi poter spiegare anche questo ai bambini \u00e8 stato bello.<br><br>Adesso probabilmente consegneremo i pacchetti a una biblioteca cos\u00ec, chi si siede a studiare, pu\u00f2 trovare una Missiva sul proprio tavolo; quindi ci stiamo un po\u2019 evolvendo anche nella distribuzione, senza mai abbandonare la cassetta della posta, che \u00e8 proprio il nostro mezzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lauren: Come vi \u00e8 venuta in mente questa idea a te e Alessia? Che tipo di conversazione avete avuto, e nel film immaginario di questo momento, cosa posso vedere?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pamela: Vedi due persone, un po\u2019 depresse all\u2019epoca (adesso stiamo meglio perch\u00e9 fare delle cose fa sempre stare meglio), proprio all\u2019indomani delle restrizioni che per la seconda volta hanno toccato l\u2019arte, la cultura e lo spettacolo. Allora a fine ottobre, quando per la seconda volta sono stati chiusi i musei e non sapevamo assolutamente che cosa sarebbe successo, la prima cosa che ci siamo dette \u00e8 stata: \u201cFacciamo qualcosa per noi, per non fermarci e facciamo qualcosa anche per gli altri.\u201d<br>Quando si fa cultura e arte, gli altri vengono identificati come \u201cil pubblico\u201d e anche questa categoria, gli spettatori e i fruitori dell\u2019arte sono in grande sofferenza perch\u00e9 soprattutto nel momento in cui siamo tristi, preoccupati, angosciati nel non avere la possibilit\u00e0 di rielaborare questi sentimenti complessi attraverso un film, una mostra, uno spettacolo di danza o di teatro, rende (secondo noi) la situazione ancora pi\u00f9 difficile.<br><br>Ed \u00e8 per questo che dichiarare cos\u00ec velocemente l\u2019arte tra le attivit\u00e0 non essenziali \u00e8 uno sbaglio da parte della politica. A quel punto ci siamo dette: \u201cFacciamo qualcosa!\u201d Quindi anche se ci avessero chiuso in casa, avremmo avuto tutti i giorni un tragitto autorizzato al nostro posto di lavoro o al supermercato e, in quel cammino l\u00ec, avremmo trovato delle cassette della posta e avremmo messo dentro le nostre cose.<br><br>Per noi l\u2019idea fondamentale di \u201cMissive Selvatiche\u201d \u00e8 quella di arrivare agli sconosciuti. Diciamo che ci siamo anche rese conto che l\u2019arte e la cultura sono dei circoli un po\u2019 chiusi, e quindi questa era l\u2019occasione in cui volevamo fare un regalo anche a chi queste cose, forse, non le conosce. Questo \u00e8 il momento giusto in cui magari ci si pu\u00f2 interessare a una fotografia, a un\u2019illustrazione, perch\u00e9 ricevere un regalo inaspettato a casa pu\u00f2 provocare delle emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lauren: Qualsiasi tipo di risposta, come con quel bambino che era stato colpito dal contenuto di arte del pacchetto, che poi ne ha parlato con la maestra e con tutta la classe e cos\u00ec tutti quei bambini ne stanno parlando con le loro famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pamela: Esatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lauren: In questo momento, possiamo trovare qualsiasi cosa online, ma troviamo solo le cose che cerchiamo. L\u2019arte non cresce cos\u00ec. L\u2019arte cresce da cose \u201ca caso\u201d che, messe insieme, creano una cosa nuova, bella, interessante &#8211; qualcosa oltre. Anche l\u2019arte del progetto \u201cMissive Selvatiche\u201d sta andando in posti a caso, anche quello \u00e8 un atto creativo oltre all\u2019arte inviata nei pacchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pamela: Certo. Per noi la questione degli sconosciuti \u00e8 assolutamente essenziale. Poi sappiamo che c\u2019\u00e8 un grosso rischio &#8211; ovviamente di cui noi abbiamo discusso tanto, perch\u00e9 questa \u00e8 un\u2019iniziativa completamente autoprodotta e autofinanziata, quindi ci sono state molte discussioni sul fatto che vogliamo mettere (tra virgolette) \u201cin pericolo\u201d le nostre opere che saranno cestinate. Ma poi ci siamo dette: \u201cS\u00ec!\u201d perch\u00e9 questo pericolo c\u2019\u00e8 sempre. Anche quando vai a vedere uno spettacolo puoi addormentarti. Quindi, non si pu\u00f2 sempre piacere a tutti o arrivare alle persone che gi\u00e0 ti conoscono e ti apprezzano, solo perch\u00e9 bisogna arrivare a tutti.<br><br>Questo ci ha spinto anche ad aumentare al massimo la qualit\u00e0 del pacchetto: cio\u00e8 le cose che c\u2019erano dentro dovevano essere belle, perch\u00e9 altrimenti si accomunavano un po\u2019 a quello che si trova nelle cassette della posta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lauren: Per\u00f2 \u00e8 impossibile vedere questi pacchi cos\u00ec carini, fatti perfettamente e dire che non ci piacciono!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pamela: Allora ti dico una cosa. Nell\u2019edizione scorsa, avevamo una signora che ci ha scritto che aveva ricevuto la \u201cMissiva Selvatica\u201d e che poi era andata nel cassonetto della carta del proprio quartiere e aveva trovato due \u201cMissive Selvatiche\u201d nel cassonetto. Per\u00f2 lei le ha prese, le ha recuperate e le redistribuite.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lauren: Bellissimo! Arte \u201csalvata\u201d pi\u00f9 che \u201cSelvatica\u201d. Penso che se provochi una reazione negativa &#8211; per esempio se qualcuno riceve un pacco e dice: \u201cCos\u2019\u00e8 questo?\u201d o \u201cL\u2019arte non \u00e8 importante\u201d \u2013 anche quello \u00e8 una cosa interessante\u2026<br><br>Per provocare una conversazione in questo momento in cui nessuno pu\u00f2 incontrare gli altri\u2026 Ovviamente \u00e8 meglio produrre una conversazione positiva, ma non si pu\u00f2 avere il controllo su questo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pamela: Anche perch\u00e9 come dici tu, c\u2019\u00e8 proprio stata un\u2019assenza di dibattito rispetto alla questione dell\u2019arte e della cultura. Quando sono stati chiusi i luoghi dell\u2019arte, non c\u2019\u00e8 stato nessun dibattito a livello politico. Si \u00e8 chiuso e punto. E invece si potevano trovare tante forme alternative, come per esempio un drive-in, al posto delle sale cinematografiche. Mettere uno schermo in una piazza, in cui ognuno nella propria macchina va a vedere un film come si faceva negli anni \u201850! Tra l\u2019altro non \u00e8 un\u2019innovazione. Anche la salute mentale e psicologica delle persone \u00e8 stata presa poco in considerazione\u2026<br><br>\u00c8 per questo che noi volevamo essere creative e costruttive e dire: \u201cCi sono delle forme alternative per continuare a fare arte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lauren: Tocca sempre all\u2019artista pensare come sviluppare l\u2019idea, perch\u00e9 \u00e8 con l\u2019artista che vivono la creativit\u00e0 e i nuovi modi di vedere il mondo.<br><br>Volevo chiederti se puoi parlarmi dalla tua arte personale, perch\u00e9 so che fai fotografia e video.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pamela: Io ho lavorato molto con il video. Sono una grande appassionata del cinema. Mi sono specializzata in montaggio, quindi ho lavorato molto come montatrice, e poi la mia passione per la musica mi ha portato anche a cominciare a filmare e a realizzare dei videoclip. Da undici anni vivo a Parigi, dove sono entrata in contatto con una serie di artisti che mi hanno molto ispirata, sia a livello visivo che a livello musicale. Quindi \u00e8 da quando sono a Parigi dove sono entrata in contatto con una serie di artisti, che mi hanno molto ispirato sia al livello visivo che a livello musicale. A Parigi ho ripreso la fotografia analogica che sviluppo da sola. Poi questa passione \/ lavoro per la foto analogica mi ha portato ad interessarmi al Self Publishing.<br><br>Quindi con una mia collega francese, L\u00e9a Neuville, abbiamo messo su una piccola casa di edizione indipendente a Parigi che si chiama \u201cGazzarra\u201d e che si occupa di Self Publishing.<br><br>Essenzialmente facciamo delle foto che si chiamano \u201cZine\u201d perch\u00e9 si rifanno alle \u201cFanzine\u201d degli anni \u201880, che erano delle pubblicazioni autoprodotte legate alla musica. I fan di gruppi musicali o di scene musicali creavano delle pubblicazioni riproducendole attraverso fotocopie e poi rilegandole in maniera molto spartana e distribuendole.<br><br>Noi abbiamo ripreso questa formula e con dei materiali poveri creiamo delle auto-pubblicazioni legate alla fotografia analogica, ma anche alla musica. Abbiamo seguito diversi gruppi francesi che si occupano di musica sperimentale. Il nostro lavoro fotografico, quello mio e di L\u00e9a, \u00e8 un lavoro sull\u2019intimit\u00e0. Sono dei lavori fotografici che parlano di noi. Di cose anche molto intime. Delle relazioni tra le persone. Io ne ho pubblicate tre, di cui una era su una storia d\u2019amore, un\u2019altra era sulla mia esperienza della maternit\u00e0 (pi\u00f9 elaborato nel podcast).<br><br>Credo che io e Alessia, nella creazione di \u201cMissive Selvatiche\u201d, abbiamo attinto alla nostra esperienza nel self publishing. Perch\u00e9 il self publishing \u00e8 una grande scuola che ti permette di fare con delle cose povere delle cose belle. Siamo tutt\u2019e due estete e quindi ci piacciono le cose belle, curate. Se si aggiunge il fatto che le nostre opere sono fatte a mano, e si possono trovare anche in una copisteria, attraverso molte prove, una scelta di carta giusta, una qualit\u00e0 ottima anche per stampare delle foto, tutto questo \u00e8 entrato in \u201cMissive Selvatiche\u201d.<br><br>Margherita, per esempio, \u00e8 una fotografa che fa parte di un collettivo di fotografi pratesi che si chiama \u201c16\u201d, quindi Margherita aveva gi\u00e0 una grossa esperienza di lavoro in un collettivo. Tutte le nostre esperienze sono confluite in \u201cMissive Selvatiche\u201d. Non \u00e8 un progetto improvvisato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lauren: Conoscendo le vostre storie, \u00e8 chiaro che ovviamente \u201cMissive Selvatiche\u201d \u00e8 cresciuto da tutte queste radici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pamela: Lo dico con una certa fierezza. Abbiamo 150 artisti all\u2019interno che sono veramente tutti di grande livello e lo si pu\u00f2 capire guardando il nostro Instagram. \u201cLe ragazze di Firenze\u201d hanno portato delle novit\u00e0 bellissime. Abbiamo l\u2019esperienza alle spalle che abbiamo messo all\u2019interno di questo progetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lauren: La cosa bella che vedo \u00e8 che anche con questa conversazione sul Self Publishing e i pacchetti d\u2019arte messi nella posta, c\u2019\u00e8 un nuovo mondo che si sta aprendo in cui le persone possono comunicare direttamente l\u2019uno con l\u2019altro. Penso che \u00e8 un futuro interessante in cui non devi trovare l\u2019editore mondiale di turno per pubblicare. Puoi creare la tua arte, il tuo lavoro e la tua vita con le persone che sono simili a te, perch\u00e9 adesso abbiamo la possibilit\u00e0 di farlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pamela: Certo! Allora il discorso sul Self-Publishing \u00e8 un discorso anche complesso perch\u00e9 secondo me \u00e8 un discorso legato (per lo meno per me e L\u00e9a \u00e8 stato cos\u00ec) anche all\u2019urgenza del lavoro creativo. Quando si fa fotografia o illustrazione, c\u2019\u00e8 tutta una parte del lavoro che quasi sempre fa l\u2019artista, in cui bisogna andare a cercare i finanziamenti, andare a bussare alle porte, e tra il momento in cui tu finisci un lavoro e il momento in cui forse questo lavoro riuscir\u00e0 ad essere distribuito, passa moltissimo tempo in cui hai sprecato energie a chiedere, a compilare bandi, a pagare per partecipare a dei concorsi fotografici. Il Self Publishing ti permette di pubblicare quando vuoi. Quindi gestisci l\u2019urgenza di dire qualcosa e la puoi dire quando vuoi.<br><br>Il mio ultimo lavoro \u00e8 stato un lavoro sulla maternit\u00e0, e su come la maternit\u00e0 e l\u2019uso del mezzo fotografico pu\u00f2 cambiare anche il punto di vista di un fotografo. Era un lavoro che o lo pubblicavo in quel momento oppure mai pi\u00f9. Per me adesso (\u00e8 passato gi\u00e0 un anno dalla pubblicazione) \u00e8 gi\u00e0 una cosa distante. Quindi fa parte di me, ovviamente, ma forse adesso non avrei l\u2019energia che ho avuto un anno e mezzo fa per cercare di realizzarlo.<br><br>Questa per\u00f2 \u00e8 una questione personale: ovviamente noi ci siamo interrogate molto sul gratuito, sul fatto che stavamo facendo qualcosa di gratuito, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un grosso dibattito sulla gratuit\u00e0 dell\u2019arte, sul fatto che gli artisti che lavorano nello spettacolo non vengono pagati, che non percepiscono l\u2019indennit\u00e0 di disoccupazione, oppure spesso non sono considerati neanche dei veri lavori ma delle passioni.<br><br>Quindi noi non volevamo far passare il messaggio che l\u2019arte deve essere distribuita gratuitamente, ma che siamo in un momento di cambiamento, e questo periodo non si pu\u00f2 ignorare cos\u00ec; \u00e8 un periodo in cui stiamo cambiando, \u00e8 un periodo in cui dopo essere stati fermi un anno ci siamo resi conto che le cose che noi facciamo comunque partono anche da un\u2019altra esigenza che non \u00e8 quella di portare lo stipendio a casa. \u00c8 anche un\u2019esigenza pi\u00f9 interiore. E quindi, senza niente togliere ai lavori che portano uno stipendio a casa, fare questa cosa ci fa stare meglio, \u00e8 stato un modo per noi di non smettere di fare, non ingrigirci e quindi cominciare a lamentarci e criticare o magari diventare negazionisti e essere arrabbiati costantemente.<br><br>Devo dire che tutte le persone che hanno partecipato a questa iniziativa si sono sentite di fare una cosa utile e anche un\u2019occasione per partecipare a questo momento storico. Penso che ci sia stato un momento, forse ci sar\u00e0 ancora, in cui l\u2019arte \u00e8 stata anche un grosso business, quindi se avevi carattere per entrare dentro quel business c\u2019entravi, altrimenti restavi fuori ai margini. Ecco, chi sta ai margini secondo me ha lo stesso diritto di esistere come chi sta nelle grandi gallerie d\u2019arte contemporanea. Il collettivo poi \u00e8 qualcosa che d\u00e0 grande forza, anche perch\u00e9 essere sempre soli a promuoversi \u00e8 difficile, cio\u00e8 non tutti hanno il carattere di autopromuoversi. Anche il collettivo \u00e8 un mezzo di promozione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lauren: Qual \u00e8 il futuro di questo progetto? Ci sar\u00e0 una quarta edizione di \u201cMissive Selvatiche\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pamela: Il progetto \u00e8 molto legato al periodo storico, quindi noi abbiamo sempre dichiarato fino a che ci sono le restrizioni noi continuiamo. Quindi in futuro non so dirti se ci sar\u00e0 una quarta edizione. Se continueranno le chiusure noi continueremo con una quarta edizione, questo \u00e8 sicuro, quindi forse continueremo anche a vita! Queste varianti potrebbero farci andare avanti per anni.<br><br>Quello che posso dire di sicuro \u00e8 che questo progetto ci ha permesso anche di instaurare molte relazioni con altri artisti e con i Festival che ci hanno contattato, quindi sono sicura che questo progetto non finisce qua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lauren: Grazie mille Pamela per il tuo tempo. Questo progetto mi ha colpito tanto, \u00e8 una voce di speranza lanciata nel vuoto di questo momento, quindi congratulazioni di nuovo a tutti voi per aver creato \u201cMissive Selvatiche\u201d e dato ispirazione a tante persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pamela: Grazie, anche di farci parlare, perch\u00e9 ovviamente il nostro obiettivo \u00e8 quello di far passare il messaggio che l\u2019arte \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 essenziale. L\u2019arte, la cultura, lo spettacolo non sono solo intrattenimento, ma un\u2019attivit\u00e0 essenziale come il supermercato, sono assolutamente convinta di questo. Siamo fatti di corpo e di spirito quindi non possiamo nutrire lo spirito con le serie televisive. Dobbiamo anche avere altro; trovarci in luoghi pubblici tra di noi per vivere delle esperienze insieme perch\u00e9 poi il cinema, il teatro, i concerti sono anche questo &#8211; sono anche eventi vissuti insieme agli altri, dove gli altri sono importanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono progetti di creare un\u2019edizione in lingua cinese a Prato dove c\u2019\u00e8 un grande comunit\u00e0 cinese. C\u2019\u00e8 anche un progetto in Francia di creare \u201cMissive sauvages\u201d. Pensavo perch\u00e9 il\/la Sig.\/Sig.ra Maddaleno(\u00e8 un uomo o una donna?) ha vissuto a Parigi per tanti anni ma quando gliel\u2019ho chiesto, lui\/lei ha risposto che era una fotgrafa di Lyon che non conosceva ma, sentendo dell\u2019idea ha contattato la \u201csquadra\u201d per creare una cooperazione. Per me, la cosa \u00e8 chiara: le creazioni e la creativit\u00e0 crescono sempre di pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>This interview appears in the May 2021 Issue of The Open Doors Review. Alscolta l\u2019intervista intera su Apple Podcasts o su opendoorsreview.com. Intervista e podcast realizzati da Lauren Mouat. Introduzione \u201cCosa succede quando un\u2019opera d\u2019arte viene trovata dove non dovrebbe essere &#8230; come una cassetta delle lettere?\u201d Questa \u00e8 solo una delle domande sollevate dai misteriosi pacchi che sono spuntati nelle cassette postali delle persone in tutta Italia. Da una manciata di artisti che cercano di combattere la depressione del lockdown, Missive Selvatiche \u00e8 ora alla sua terza edizione che incorpora il lavoro di oltre 150 artisti in 1.500 pacchetti, sempre consegnati a perfetti sconosciuti. Il progetto \u00e8 nato come atto di \u201cresistenza artistica\u201d nel novembre 2020, quando i fondatori Pamela Maddaleno e Alessia Castellano stavano affrontando l\u2019ennesimo blocco nazionale e si sentivano frustrati dal fatto che l\u2019arte fosse messa da parte in un momento in cui sentivano che era pi\u00f9 necessaria. Una dozzina di artisti hanno contribuito alla prima edizione, avvolgendo con cura tre opere d\u2019arte originali in pacchi di carta marrone insieme al loro manifesto. La seconda edizione di marzo ha visto l\u2019ingresso in squadra dell\u2019artista Margherita Nuti e ora sono di nuovo cresciuti, aiutati da un collettivo fiorentino guidato da Michelle Davis e Giulia Iaquinta. Pezzi di musica, schizzi, foto, poesie, illustrazioni &#8211; hanno chiamato queste missive \u201cSelvatiche\u201d in riferimento al fatto che gli artisti coinvolti erano liberi di creare come volevano. Senza sostenitori o finanziamenti, questo \u00e8 un progetto interamente nato dagli artisti stessi che sperano che i loro \u201cdoni\u201d d\u2019arte ispirino la conversazione e la riflessione, ispirando gli altri a mettersi in gioco, a creare e a condividere, mostrandoci che anche a distanza, l\u2019arte ci mantiene sempre*. *Adattato dal articolo originale pubblicato in inglese da Lauren Mouat in The Florentine, May 2021 Ho parlato con Pamela Maddaleno di com\u2019\u00e8 stato creato il progetto di Missive Selvatiche e come si stia sviluppando. Abbiamo parlato della sua esperienza come artista, le opportunit\u00e0 create dal Self Publishing e la forza del \u201cfare qualcosa\u201d anzich\u00e9 \u201drimanere fermi nell\u2019incertezza. La seguente intervista \u00e8 stata editata ed adattata per la rivista. Intervista Lauren: Congratulazioni per il successo di questo progetto! Sono stata attirata da \u201cMissive Selvatiche\u201d perch\u00e9 \u00e8 nato contemporaneamente alla rivista letteraria Open Doors, ed \u00e8 anche un metodo per unire le persone attraverso l\u2019arte. A che punto siete con la terza edizione? State ancora preparando qualche pacco o sono gi\u00e0 tutti in viaggio? Pamela: Allora, nella terza edizione ci sono 1.500 pacchi, quindi molti considerando che sono tutti fatti a mano. \u00c8 un po\u2019 pi\u00f9 evoluta questa terza edizione, nel senso che abbiamo fatto delle cose che prima non avevamo mai osato fare. Per esempio, siamo andati a portare 25 \u201cMissive Selvatiche\u201d in una scuola elementare, perch\u00e9 siamo state contattate da una maestra di una classe di seconda elementare in cui c\u2019era un bambino che aveva ricevuto nella propria cassetta della posta una \u201cMissiva Selvatica\u201d e si \u00e8 presentato in classe con questo pacchettino. La maestra ci conosceva, ne ha parlato agli alunni e ci ha scritto dicendo che tutti i bambini sognavano di ricevere nella cassetta della posta una \u201cMissiva Selvatica\u201d. E quindi abbiamo fatto un\u2019eccezione e siamo andate noi personalmente (tipo Babbo Natale) dai bambini e ci siamo rese conto che anche quella \u00e8 un\u2019operazione importante. Anche i bambini sono rimasti molto colpiti. Abbiamo parlato con dei bambini di 7 anni, abbiamo visto che per loro l\u2019arte \u00e8 il pittore. Se tu chiedi a un bambino: \u201cChe cos\u2019\u00e8 l\u2019arte?\u201d per loro, l\u2019arte \u00e8 la pittura. E invece dentro le nostre Missive si trovano molte altre cose &#8211; ovviamente forme un po\u2019 pi\u00f9 classiche come illustrazioni, fotografie &#8211; ma anche delle cose che nei pacchetti in genere non si trovano come musica, danza, teatro, cinema quindi poter spiegare anche questo ai bambini \u00e8 stato bello. Adesso probabilmente consegneremo i pacchetti a una biblioteca cos\u00ec, chi si siede a studiare, pu\u00f2 trovare una Missiva sul proprio tavolo; quindi ci stiamo un po\u2019 evolvendo anche nella distribuzione, senza mai abbandonare la cassetta della posta, che \u00e8 proprio il nostro mezzo. Lauren: Come vi \u00e8 venuta in mente questa idea a te e Alessia? Che tipo di conversazione avete avuto, e nel film immaginario di questo momento, cosa posso vedere?&nbsp; Pamela: Vedi due persone, un po\u2019 depresse all\u2019epoca (adesso stiamo meglio perch\u00e9 fare delle cose fa sempre stare meglio), proprio all\u2019indomani delle restrizioni che per la seconda volta hanno toccato l\u2019arte, la cultura e lo spettacolo. Allora a fine ottobre, quando per la seconda volta sono stati chiusi i musei e non sapevamo assolutamente che cosa sarebbe successo, la prima cosa che ci siamo dette \u00e8 stata: \u201cFacciamo qualcosa per noi, per non fermarci e facciamo qualcosa anche per gli altri.\u201dQuando si fa cultura e arte, gli altri vengono identificati come \u201cil pubblico\u201d e anche questa categoria, gli spettatori e i fruitori dell\u2019arte sono in grande sofferenza perch\u00e9 soprattutto nel momento in cui siamo tristi, preoccupati, angosciati nel non avere la possibilit\u00e0 di rielaborare questi sentimenti complessi attraverso un film, una mostra, uno spettacolo di danza o di teatro, rende (secondo noi) la situazione ancora pi\u00f9 difficile. Ed \u00e8 per questo che dichiarare cos\u00ec velocemente l\u2019arte tra le attivit\u00e0 non essenziali \u00e8 uno sbaglio da parte della politica. A quel punto ci siamo dette: \u201cFacciamo qualcosa!\u201d Quindi anche se ci avessero chiuso in casa, avremmo avuto tutti i giorni un tragitto autorizzato al nostro posto di lavoro o al supermercato e, in quel cammino l\u00ec, avremmo trovato delle cassette della posta e avremmo messo dentro le nostre cose. Per noi l\u2019idea fondamentale di \u201cMissive Selvatiche\u201d \u00e8 quella di arrivare agli sconosciuti. Diciamo che ci siamo anche rese conto che l\u2019arte e la cultura sono dei circoli un po\u2019 chiusi, e quindi questa era l\u2019occasione in cui volevamo fare un regalo anche a chi queste cose, forse, non le conosce. Questo \u00e8 il momento giusto in cui magari ci si pu\u00f2 interessare a una fotografia, a un\u2019illustrazione, perch\u00e9 ricevere un regalo inaspettato a casa pu\u00f2 provocare delle emozioni. Lauren: Qualsiasi tipo di risposta, come con quel bambino che era stato colpito dal contenuto di arte del pacchetto, che poi ne ha parlato con la maestra e con tutta la classe e cos\u00ec tutti quei bambini ne stanno parlando con le loro famiglie. Pamela: Esatto. Lauren: In questo momento, possiamo trovare qualsiasi cosa online, ma troviamo solo le cose che cerchiamo. L\u2019arte non cresce cos\u00ec. L\u2019arte cresce da cose \u201ca caso\u201d che, messe insieme, creano una cosa nuova, bella, interessante &#8211; qualcosa oltre. Anche l\u2019arte del progetto \u201cMissive Selvatiche\u201d sta andando in posti a caso, anche quello \u00e8 un atto creativo oltre all\u2019arte inviata nei pacchi. Pamela: Certo. Per noi la questione degli sconosciuti \u00e8 assolutamente essenziale. Poi sappiamo che c\u2019\u00e8 un grosso rischio &#8211; ovviamente di cui noi abbiamo discusso tanto, perch\u00e9 questa \u00e8 un\u2019iniziativa completamente autoprodotta e autofinanziata, quindi ci sono state molte discussioni sul fatto che vogliamo mettere (tra virgolette) \u201cin pericolo\u201d le nostre opere che saranno cestinate. Ma poi ci siamo dette: \u201cS\u00ec!\u201d perch\u00e9 questo pericolo c\u2019\u00e8 sempre. Anche quando vai a vedere uno spettacolo puoi addormentarti. Quindi, non si pu\u00f2 sempre piacere a tutti o arrivare alle persone che gi\u00e0 ti conoscono e ti apprezzano, solo perch\u00e9 bisogna arrivare a tutti. Questo ci ha spinto anche ad aumentare al massimo la qualit\u00e0 del pacchetto: cio\u00e8 le cose che c\u2019erano dentro dovevano essere belle, perch\u00e9 altrimenti si accomunavano un po\u2019 a quello che si trova nelle cassette della posta.&nbsp; Lauren: Per\u00f2 \u00e8 impossibile vedere questi pacchi cos\u00ec carini, fatti perfettamente e dire che non ci piacciono!&nbsp; Pamela: Allora ti dico una cosa. Nell\u2019edizione scorsa, avevamo una signora che ci ha scritto che aveva ricevuto la \u201cMissiva Selvatica\u201d e che poi era andata nel cassonetto della carta del proprio quartiere e aveva trovato due \u201cMissive Selvatiche\u201d nel cassonetto. Per\u00f2 lei le ha prese, le ha recuperate e le redistribuite.&nbsp; Lauren: Bellissimo! Arte \u201csalvata\u201d pi\u00f9 che \u201cSelvatica\u201d. Penso che se provochi una reazione negativa &#8211; per esempio se qualcuno riceve un pacco e dice: \u201cCos\u2019\u00e8 questo?\u201d o \u201cL\u2019arte non \u00e8 importante\u201d \u2013 anche quello \u00e8 una cosa interessante\u2026 Per provocare una conversazione in questo momento in cui nessuno pu\u00f2 incontrare gli altri\u2026 Ovviamente \u00e8 meglio produrre una conversazione positiva, ma non si pu\u00f2 avere il controllo su questo! Pamela: Anche perch\u00e9 come dici tu, c\u2019\u00e8 proprio stata un\u2019assenza di dibattito rispetto alla questione dell\u2019arte e della cultura. Quando sono stati chiusi i luoghi dell\u2019arte, non c\u2019\u00e8 stato nessun dibattito a livello politico. Si \u00e8 chiuso e punto. E invece si potevano trovare tante forme alternative, come per esempio un drive-in, al posto delle sale cinematografiche. Mettere uno schermo in una piazza, in cui ognuno nella propria macchina va a vedere un film come si faceva negli anni \u201850! Tra l\u2019altro non \u00e8 un\u2019innovazione. Anche la salute mentale e psicologica delle persone \u00e8 stata presa poco in considerazione\u2026 \u00c8 per questo che noi volevamo essere creative e costruttive e dire: \u201cCi sono delle forme alternative per continuare a fare arte\u201d. Lauren: Tocca sempre all\u2019artista pensare come sviluppare l\u2019idea, perch\u00e9 \u00e8 con l\u2019artista che vivono la creativit\u00e0 e i nuovi modi di vedere il mondo. Volevo chiederti se puoi parlarmi dalla tua arte personale, perch\u00e9 so che fai fotografia e video.&nbsp; Pamela: Io ho lavorato molto con il video. Sono una grande appassionata del cinema. Mi sono specializzata in montaggio, quindi ho lavorato molto come montatrice, e poi la mia passione per la musica mi ha portato anche a cominciare a filmare e a realizzare dei videoclip. Da undici anni vivo a Parigi, dove sono entrata in contatto con una serie di artisti che mi hanno molto ispirata, sia a livello visivo che a livello musicale. Quindi \u00e8 da quando sono a Parigi dove sono entrata in contatto con una serie di artisti, che mi hanno molto ispirato sia al livello visivo che a livello musicale. A Parigi ho ripreso la fotografia analogica che sviluppo da sola. Poi questa passione \/ lavoro per la foto analogica mi ha portato ad interessarmi al Self Publishing. Quindi con una mia collega francese, L\u00e9a Neuville, abbiamo messo su una piccola casa di edizione indipendente a Parigi che si chiama \u201cGazzarra\u201d e che si occupa di Self Publishing. Essenzialmente facciamo delle foto che si chiamano \u201cZine\u201d perch\u00e9 si rifanno alle \u201cFanzine\u201d degli anni \u201880, che erano delle pubblicazioni autoprodotte legate alla musica. I fan di gruppi musicali o di scene musicali creavano delle pubblicazioni riproducendole attraverso fotocopie e poi rilegandole in maniera molto spartana e distribuendole. Noi abbiamo ripreso questa formula e con dei materiali poveri creiamo delle auto-pubblicazioni legate alla fotografia analogica, ma anche alla musica. Abbiamo seguito diversi gruppi francesi che si occupano di musica sperimentale. Il nostro lavoro fotografico, quello mio e di L\u00e9a, \u00e8 un lavoro sull\u2019intimit\u00e0. Sono dei lavori fotografici che parlano di noi. Di cose anche molto intime. Delle relazioni tra le persone. Io ne ho pubblicate tre, di cui una era su una storia d\u2019amore, un\u2019altra era sulla mia esperienza della maternit\u00e0 (pi\u00f9 elaborato nel podcast). Credo che io e Alessia, nella creazione di \u201cMissive Selvatiche\u201d, abbiamo attinto alla nostra esperienza nel self publishing. Perch\u00e9 il self publishing \u00e8 una grande scuola che ti permette di fare con delle cose povere delle cose belle. Siamo tutt\u2019e due estete e quindi ci piacciono le cose belle, curate. Se si aggiunge il fatto che le nostre opere sono fatte a mano, e si possono trovare anche in una copisteria, attraverso molte prove, una scelta di carta giusta, una qualit\u00e0 ottima anche per stampare delle foto, tutto questo \u00e8 entrato in \u201cMissive Selvatiche\u201d. Margherita, per esempio, \u00e8 una fotografa che fa parte di un collettivo di fotografi pratesi che si chiama \u201c16\u201d, quindi Margherita aveva gi\u00e0 una grossa esperienza di lavoro in un collettivo. Tutte le nostre esperienze sono confluite in \u201cMissive Selvatiche\u201d. Non \u00e8 un progetto improvvisato. Lauren: Conoscendo le vostre storie, \u00e8 chiaro che ovviamente \u201cMissive Selvatiche\u201d \u00e8 cresciuto da tutte&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":616,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[79,81,74],"tags":[21,10,94,93,15,95],"class_list":["post-545","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviews-with-creators-in-italy","category-lingua-italiana","category-may-2021","tag-intervista","tag-italy","tag-italy-art","tag-missive-selvatiche","tag-open-doors-review","tag-pamela-maddaleno"],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Missive-girls.jpg","post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=545"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/545\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":617,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/545\/revisions\/617"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/616"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}