{"id":523,"date":"2021-05-27T19:47:31","date_gmt":"2021-05-27T19:47:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/?p=523"},"modified":"2025-04-21T13:36:04","modified_gmt":"2025-04-21T13:36:04","slug":"testo-parallelo-italiano-vi-racconto-i-miei-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/2021\/05\/27\/testo-parallelo-italiano-vi-racconto-i-miei-giorni\/","title":{"rendered":"Vi racconto i miei giorni&#8230; (ITA)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inserito nel numero di Maggio 2021 The Open Doors Review come testo parallelo. Estratto del libro. <a href=\"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/2021\/05\/27\/parallel-text-let-me-recount-to-you-my-story\/\">Clicca qui per l&#8217;inglese.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Autore: Pietrina Salvatici Misciattelli Bernardini<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pietrina Salvatici Misciattelli Bernardini nasce a Orbetello, in Toscana, nel 1933. Cresce tra la Grecia e l\u2019Italia con la sua famiglia, composta dai genitori e i suoi tre fratelli, e questo continui spostastamenti, fondamentali per la sua formazione, saranno per\u00f2 responsabili di quel sentimento di profonda nostalgia che non la abbandoner\u00e0 mai. Scampata con la sua famiglia alla Seconda Guerra Mondiale, vive il dopoguerra in Sardegna dove conoscer\u00e0 l\u2019amore della sua vita, Gregorio Misciattelli Bernardini, rampollo di una nobile famiglia umbra. Con lui prover\u00e0 sentimenti mai provati prima, compresa la paura di non essere accettata a causa del rigido protocollo della Nobilt\u00e0 italiana che voleva per Gregorio una moglie dello stesso rango. Ma, come per ogni favola che si rispetti, il lieto fine era previsto e i due innamorati hanno potuto vivere il loro grande amore. Pietrina oggi vive in Umbria accanto ai suoi quattro figli, dieci nipoti e due bisnipoti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il seguente estratto proviene dal libro di memorie che ha scritto nel 2014, tradotto da Ellen Craig.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso vieni a fare il bagno allo stagno, ti senti vecchio, inadeguato, desideri disperatamente inserirti nell\u2019allegria di quei giovani amici, \u00e8 difficile, il divario fra la tua et\u00e0 e la loro \u00e8 minimo, per loro il passato \u00e8 rifugio, per te baratro di dolore, l\u2019avvenire \u00e8 ridotto a l\u2019immediato, il domani una incognita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una mattina come tante, il cielo terso, il volo argenteo dei muggini, la difficolt\u00e0 a poggiare i piedi sulle conchiglie taglienti, come pensieri faticosamente trattenuti per non sconfinare in ricordi dolorosi. Alle tue spalle senti un passo incerto e titubante, un ciao appena sussurrato e improvviso, ti giri, una figurina armoniosa dal sorriso appena accennato e timido dietro una cascata di capelli biondi che celano e scoprono il viso ad ogni folata di vento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ti alzi e stringi una mano dal tocco deciso, mentre la voce di Attico pronuncia, \u2018Piera questo \u00e8 il mio nuovo amico Gregorio\u2019.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non mi vuoi guardare ma anche io non voglio guardarti, anzi ti ignoro completamente e continuo a osservare un punto in lontananza, tu ti senti vecchio e io piccola e puerile, consapevole della mia bellezza, sento che rappresento tutto ci\u00f2 che vorresti sognare, ma anche tutto ci\u00f2 a cui ora non puoi aspirare, non hai nulla da offrirmi, ti senti solo un involucro al quale la vita ha strappato il cuore e i sogni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma sono giorni sereni, trascorsi fra scaramucce, bronci e risate, impulsi repressi, atti gentili, ma volutamente indifferenti intrecciati a silenzi prolungati, lo sguardo che si sposta verso un salto acrobatico dei muggini, e la tua lotta, ancora faticosamente vincente per non posare lo sguardo su di me, la fatica di rispondere alle mie domande con leggero sarcasmo, mescolata allo sforzo di soffocare il desiderio di accarezzarmi i capelli, di vedermi arrivare trattenendo il desiderio di corrermi incontro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aspettare il mattino per potermi rivedere e inventare poi ogni mezzo perch\u00e9 non intuisca e non veda quello che sei, un uomo assetato d\u2019amore, bisognoso di sogni e di speranze, ti appelli disperatamente a ogni sorta di logica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo te io merito una vita diversa da quella che mi potresti offrire, speranze, futuro certo, una vita che tu, nelle tue condizioni non mi puoi garantire, ti crogioli in una gelosia mascherata da indifferenza totale, provi antipatia per Enzo, bello scultoreo, gentile e affettuoso, e per Piero, premuroso e leale, credi che ti faccia ombra la sua serena costanza, la sua assiduit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gite in barca, risate, poi la capitolazione totale, resa incondizionata ad un sentimento, che nonostante la tua determinante volont\u00e0 e le argomentazioni piene di logica ferma, ha proclamato vittoria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi dichiari cos\u00ec tuoi sentimenti e le ragioni per averli voluti nascondere mimetizzandoli sotto una indifferenza esasperata, quanta fatica inutile, quanti giorni persi&#8230;ma io ti sorrido e ti dico ora e per sempre, \u2018anch\u2019io sono innamorata di te\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quante volte, nella nostra lunga vita insieme, abbiamo ricordato questo momento e quei giorni felici? Sempre, come fosse ora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lunghe passeggiate a Cagliari, la nostra meta preferita era l\u2019orto botanica, mi illustravi le variet\u00e0 delle piante e mi parlavi delle miracolose propriet\u00e0 della terra, la commozione velava la tua voce, mi raccontavi ei tuoi terreni non pi\u00f9 tuoi, del tuo mondo, della tua verde regione, e lentamente, in punta di piedi entrai nella tua vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sapevo che il tuo passato aveva segnato per sempre il tuo carattere, ero consapevole che vivere con te sarebbe stato un altalenare fra altezze infinite e precipizi dolorosi, ma non importava ne dove o come, desideravo solo condividere la mia vita con te, percepire il senso di protezione e amore che mi davi, certa che mai pi\u00f9 avrei vissuto un amore cos\u00ec grande.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi portasti a conoscere i tuoi genitori, tuo padre affabile e sorridente, tua madre invece, troppo gentile, troppo affabile, troppo tutto, fui avvolta da un senso di freddo e di proibito, un nemico invisibile che non conoscevo, mondi diversi, convenienze cementate nei secoli, una realt\u00e0 che senti ostile ma non capisci, leggi ataviche che non comprendi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevo diciotto anni, e credevo che il mondo fosse mio, un lasciapassare sicuro, ma non era cos\u00ec, niente di tutto questo, da una parte di quel mondo venivo rifiutata, non ero all\u2019altezza, non avevo illustri antenati o un nome altisonante, ero corredata solo di un amore vero, infinito, troppo poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Amori contrastati, famiglie sorde a ogni sentimento, convenienze e ambizioni, matrimoni combinati e ragioni di confini e propriet\u00e0 limitrofe, diventai mio malgrado la protagonista di una faida contro il vero amore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una ribellione impotente, cercavi in infondermi una speranza che anche in te vacillava, \u2018vedrai che tutto si risolver\u00e0, riuscir\u00f2 a convincerli che tu sei per me ci\u00f2 che ho di pi\u00f9 importante, non rinuncer\u00f2 mai a te, dovranno capire.\u2019<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quante parole, quante speranze appena nate e gi\u00e0 disilluse, quanti giorni a cercare una via di uscita, poi improvviso e studiato, il tuo rientro alla Regione di origine; un grande amore non pu\u00f2 competere contro strategie messe in atto da sapienti strateghi, che nella loro vita hanno anteposto al sentimento le convenienze pratiche con nomi altisonanti, nobilt\u00e0, doveri, ricostituzione di patrimoni in rovina, con matrimoni mirati a rimpolpare propriet\u00e0 e tradizioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La partenza segnata da un arrivederci straziante come un addio, la tua mano che asciugava le mie lacrime, la tua voce che sussurrava, \u2018ti prego, amore, parler\u00f2 con i miei zii, li convincer\u00f2, aspettami, realizzeremo i nostri sogni, ci sposeremo, vivremo sempre insieme, aspettami.\u2019<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quante battaglie in una guerra di convenienza, tradizioni da rispettare, un titolo nobiliare, troppe argomentazioni logiche, ataviche, contro un ragazzo e una ragazza armati solo di un amore infinito, ma solo amore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel tempo di allora vinsero le convenienze, la certezza che non potevi offrirmi nulla, una tattica degna del migliore scaltro: caricarti di responsabilit\u00e0 pi\u00f9 grandi di te, unirle ai tuoi sensi di colpa per lo sfacelo del mondo dorato che non c\u2019era pi\u00f9, la disperazione nel credere di tarparmi le ali per un amore senza un domani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse la lontananza e le lettere sempre pi\u00f9 rare, inviate ma mai arrivate, la disperazione sempre pi\u00f9 profonda, poi primi dubbi, e infine la certezza di un amore a senso unico, seguita da una cupa rassegnazione, e dalla convinzione che non si entra in paradiso a dispetto dei Santi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io il Paradiso lo avevo intravisto, ma ci\u00f2 che mi rimaneva era solo il sogno di pensare come sarebbe stato viverci e poterci entrare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inserito nel numero di Maggio 2021 The Open Doors Review come testo parallelo. Estratto del libro. Clicca qui per l&#8217;inglese. Autore: Pietrina Salvatici Misciattelli Bernardini Pietrina Salvatici Misciattelli Bernardini nasce a Orbetello, in Toscana, nel 1933. Cresce tra la Grecia e l\u2019Italia con la sua famiglia, composta dai genitori e i suoi tre fratelli, e questo continui spostastamenti, fondamentali per la sua formazione, saranno per\u00f2 responsabili di quel sentimento di profonda nostalgia che non la abbandoner\u00e0 mai. Scampata con la sua famiglia alla Seconda Guerra Mondiale, vive il dopoguerra in Sardegna dove conoscer\u00e0 l\u2019amore della sua vita, Gregorio Misciattelli Bernardini, rampollo di una nobile famiglia umbra. Con lui prover\u00e0 sentimenti mai provati prima, compresa la paura di non essere accettata a causa del rigido protocollo della Nobilt\u00e0 italiana che voleva per Gregorio una moglie dello stesso rango. Ma, come per ogni favola che si rispetti, il lieto fine era previsto e i due innamorati hanno potuto vivere il loro grande amore. Pietrina oggi vive in Umbria accanto ai suoi quattro figli, dieci nipoti e due bisnipoti. Il seguente estratto proviene dal libro di memorie che ha scritto nel 2014, tradotto da Ellen Craig. Spesso vieni a fare il bagno allo stagno, ti senti vecchio, inadeguato, desideri disperatamente inserirti nell\u2019allegria di quei giovani amici, \u00e8 difficile, il divario fra la tua et\u00e0 e la loro \u00e8 minimo, per loro il passato \u00e8 rifugio, per te baratro di dolore, l\u2019avvenire \u00e8 ridotto a l\u2019immediato, il domani una incognita. Una mattina come tante, il cielo terso, il volo argenteo dei muggini, la difficolt\u00e0 a poggiare i piedi sulle conchiglie taglienti, come pensieri faticosamente trattenuti per non sconfinare in ricordi dolorosi. Alle tue spalle senti un passo incerto e titubante, un ciao appena sussurrato e improvviso, ti giri, una figurina armoniosa dal sorriso appena accennato e timido dietro una cascata di capelli biondi che celano e scoprono il viso ad ogni folata di vento. Ti alzi e stringi una mano dal tocco deciso, mentre la voce di Attico pronuncia, \u2018Piera questo \u00e8 il mio nuovo amico Gregorio\u2019.&nbsp; Non mi vuoi guardare ma anche io non voglio guardarti, anzi ti ignoro completamente e continuo a osservare un punto in lontananza, tu ti senti vecchio e io piccola e puerile, consapevole della mia bellezza, sento che rappresento tutto ci\u00f2 che vorresti sognare, ma anche tutto ci\u00f2 a cui ora non puoi aspirare, non hai nulla da offrirmi, ti senti solo un involucro al quale la vita ha strappato il cuore e i sogni.&nbsp; Ma sono giorni sereni, trascorsi fra scaramucce, bronci e risate, impulsi repressi, atti gentili, ma volutamente indifferenti intrecciati a silenzi prolungati, lo sguardo che si sposta verso un salto acrobatico dei muggini, e la tua lotta, ancora faticosamente vincente per non posare lo sguardo su di me, la fatica di rispondere alle mie domande con leggero sarcasmo, mescolata allo sforzo di soffocare il desiderio di accarezzarmi i capelli, di vedermi arrivare trattenendo il desiderio di corrermi incontro.&nbsp; Aspettare il mattino per potermi rivedere e inventare poi ogni mezzo perch\u00e9 non intuisca e non veda quello che sei, un uomo assetato d\u2019amore, bisognoso di sogni e di speranze, ti appelli disperatamente a ogni sorta di logica.&nbsp; Secondo te io merito una vita diversa da quella che mi potresti offrire, speranze, futuro certo, una vita che tu, nelle tue condizioni non mi puoi garantire, ti crogioli in una gelosia mascherata da indifferenza totale, provi antipatia per Enzo, bello scultoreo, gentile e affettuoso, e per Piero, premuroso e leale, credi che ti faccia ombra la sua serena costanza, la sua assiduit\u00e0. Gite in barca, risate, poi la capitolazione totale, resa incondizionata ad un sentimento, che nonostante la tua determinante volont\u00e0 e le argomentazioni piene di logica ferma, ha proclamato vittoria.&nbsp; Mi dichiari cos\u00ec tuoi sentimenti e le ragioni per averli voluti nascondere mimetizzandoli sotto una indifferenza esasperata, quanta fatica inutile, quanti giorni persi&#8230;ma io ti sorrido e ti dico ora e per sempre, \u2018anch\u2019io sono innamorata di te\u2019. Quante volte, nella nostra lunga vita insieme, abbiamo ricordato questo momento e quei giorni felici? Sempre, come fosse ora. Lunghe passeggiate a Cagliari, la nostra meta preferita era l\u2019orto botanica, mi illustravi le variet\u00e0 delle piante e mi parlavi delle miracolose propriet\u00e0 della terra, la commozione velava la tua voce, mi raccontavi ei tuoi terreni non pi\u00f9 tuoi, del tuo mondo, della tua verde regione, e lentamente, in punta di piedi entrai nella tua vita.&nbsp; Sapevo che il tuo passato aveva segnato per sempre il tuo carattere, ero consapevole che vivere con te sarebbe stato un altalenare fra altezze infinite e precipizi dolorosi, ma non importava ne dove o come, desideravo solo condividere la mia vita con te, percepire il senso di protezione e amore che mi davi, certa che mai pi\u00f9 avrei vissuto un amore cos\u00ec grande. Mi portasti a conoscere i tuoi genitori, tuo padre affabile e sorridente, tua madre invece, troppo gentile, troppo affabile, troppo tutto, fui avvolta da un senso di freddo e di proibito, un nemico invisibile che non conoscevo, mondi diversi, convenienze cementate nei secoli, una realt\u00e0 che senti ostile ma non capisci, leggi ataviche che non comprendi. Avevo diciotto anni, e credevo che il mondo fosse mio, un lasciapassare sicuro, ma non era cos\u00ec, niente di tutto questo, da una parte di quel mondo venivo rifiutata, non ero all\u2019altezza, non avevo illustri antenati o un nome altisonante, ero corredata solo di un amore vero, infinito, troppo poco. Amori contrastati, famiglie sorde a ogni sentimento, convenienze e ambizioni, matrimoni combinati e ragioni di confini e propriet\u00e0 limitrofe, diventai mio malgrado la protagonista di una faida contro il vero amore.&nbsp; Una ribellione impotente, cercavi in infondermi una speranza che anche in te vacillava, \u2018vedrai che tutto si risolver\u00e0, riuscir\u00f2 a convincerli che tu sei per me ci\u00f2 che ho di pi\u00f9 importante, non rinuncer\u00f2 mai a te, dovranno capire.\u2019 Quante parole, quante speranze appena nate e gi\u00e0 disilluse, quanti giorni a cercare una via di uscita, poi improvviso e studiato, il tuo rientro alla Regione di origine; un grande amore non pu\u00f2 competere contro strategie messe in atto da sapienti strateghi, che nella loro vita hanno anteposto al sentimento le convenienze pratiche con nomi altisonanti, nobilt\u00e0, doveri, ricostituzione di patrimoni in rovina, con matrimoni mirati a rimpolpare propriet\u00e0 e tradizioni. La partenza segnata da un arrivederci straziante come un addio, la tua mano che asciugava le mie lacrime, la tua voce che sussurrava, \u2018ti prego, amore, parler\u00f2 con i miei zii, li convincer\u00f2, aspettami, realizzeremo i nostri sogni, ci sposeremo, vivremo sempre insieme, aspettami.\u2019 Quante battaglie in una guerra di convenienza, tradizioni da rispettare, un titolo nobiliare, troppe argomentazioni logiche, ataviche, contro un ragazzo e una ragazza armati solo di un amore infinito, ma solo amore.&nbsp; Nel tempo di allora vinsero le convenienze, la certezza che non potevi offrirmi nulla, una tattica degna del migliore scaltro: caricarti di responsabilit\u00e0 pi\u00f9 grandi di te, unirle ai tuoi sensi di colpa per lo sfacelo del mondo dorato che non c\u2019era pi\u00f9, la disperazione nel credere di tarparmi le ali per un amore senza un domani. Forse la lontananza e le lettere sempre pi\u00f9 rare, inviate ma mai arrivate, la disperazione sempre pi\u00f9 profonda, poi primi dubbi, e infine la certezza di un amore a senso unico, seguita da una cupa rassegnazione, e dalla convinzione che non si entra in paradiso a dispetto dei Santi.&nbsp; Io il Paradiso lo avevo intravisto, ma ci\u00f2 che mi rimaneva era solo il sogno di pensare come sarebbe stato viverci e poterci entrare.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[50,74],"tags":[77,76,78,9,15,75],"class_list":["post-523","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-essay","category-may-2021","tag-ellen-craig","tag-english-italian","tag-italy-literature","tag-literary-magazine","tag-open-doors-review","tag-parellel-text"],"acf":[],"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/523","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=523"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/523\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":630,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/523\/revisions\/630"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}