{"id":1012,"date":"2026-01-05T15:17:51","date_gmt":"2026-01-05T15:17:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.opendoorsreview.com\/?p=1012"},"modified":"2026-01-05T15:17:54","modified_gmt":"2026-01-05T15:17:54","slug":"interview-with-artist-nicola-evangelisti-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/2026\/01\/05\/interview-with-artist-nicola-evangelisti-italiano\/","title":{"rendered":"Interview with Artist Nicola Evangelisti (Italiano)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">By Silvia Serenari. Published in <a href=\"http:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/previous-editions\/\">Open Doors Issue N. 7 June 2025<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sono Silvia Serenari ho conosciuto Nicola Evangelisti in una mostra collettiva che ci vedeva coinvolti entrambi. Mi sono subito interessata alla sua ricerca che riesce sapi- entemente a tenere insieme un\u2019indagine sul mondo naturale e metafisico, un percorso artistico lungo e complesso che si articola in tre tematiche accumonate dall\u201duso della luce sia come medium espressivo che come oggetto di speculazione spirituale e scientifica fino ad affrontare problematiche della realt\u00e0 contingente. Spero di riuscire a condurvi lungo i sentieri del suo percorso colto ed affascinante.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Silvia: <\/strong>Fin dall\u2019inizio del tuo percorso artistico la luce \u00e8 stata sia mezzo espressivo che motivo di riflessione teorica. Potresti spiegarmi nel dettaglio il tuo rapporto con essa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nicola: <\/strong>Il mio percorso artistico in relazione alle luce si divide in due ambiti di ricerca, un primo che pu\u00f2 essere definito di arte e scienza in cui mi sono ispirato alla fenomenologia della luce in ambito scientifico ed un secondo in cui la luce \u00e8 metafora del sacro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Silvia: <\/strong>Pensando al ciclo delle strutture spaziali, che hai portato avanti per molti anni, mi viene subito in mente l\u2019installazione Spazio-tempo curvo, me ne vuoi par- lare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nicola: <\/strong>In quel lavoro ho rappresentato, grazie a delle incisioni effettuate sul retro di uno specchio curvo retroilluminato, l\u2019andamento curvilineo della luce nell\u2019ambito della teoria della relativit\u00e0 generale di Einstein.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Albert Einstein scardina il concetto classico di spazio e di tempo definendo una nuo- va categoria onnicomprensiva, lo spazio-tempo un continuum quadridimensionale incurvato da masse di materia e campi gravitazionali: la luce segue le sue curvature.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riguardo alla luce nel sacro ho realizzato una trilogia di videoproiezioni: Lux Inac- cessibilis, Genus Lucis, Speculum Solis, in tre chiese di Bologna, musicate dal com- positore mio omonimo Nicola Evangelisti. Queste opere sono state ispirate dalla \u201cmetafisica della luce\u201d che si \u00e8 sviluppata nel medioevo ad opera principalmente del teologo Roberto Grossatesta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Silvia: <\/strong>Questi ambiti di ricerca fanno capo a due arterie di pensiero che comune- mente vengono intese in modo dicotomico. Cosa ne pensi invece dell\u2019alchimia dis- ciplina che portava avanti contemporaneamente sia una ricerca scientifica che spiri- tuale? Hai realizzato delle opere ispirate al processo alchemico di trasmutazione della materia?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nicola: <\/strong>Gli alchimisti come Paracelso sono stati considerati precursori della chimica, provvisti di laboratori in cui hanno avuto luogo scoperte tra cui medicinali impor- tanti, al contempo sono stati anche degli spirituali elaborando una scienza esoterica finalizzata al mutare il piombo in oro, metafora di purificazione dello spirito. Il fine era la trasformazione della materia grezza in una materia sacra. L\u2019oro \u00e8 da sempre metafora del sacro in svariati culti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio lavoro di taglio \u201cpo- litico\u201d sul tema della guerra \u00e8 relazionabile all\u2019alchimia per due ragioni, una associa- ta al simbolo dell\u2019oro, e l\u2019altra all\u2019uso del fosforo che a par- tire dal \u2018600 circa \u00e8 stato in- teso come materia alchemica (spongia lucis, pietra lunare, trovata sui colli di Paderno a Bologna).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel mio lavoro \u201cLa \u201cGrande<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">opera\u201d degli alchimisti, ovve- ro il processo di trasmutazione dei metalli che contemporaneamente apre le porte ad una metamorfosi spirituale, si traduce anche nel disossidare e lucidare i bossoli usati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">e sporchi, fino a farli diventare splendenti come oro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le pallottole di piombo vengono cromate in ottone, una lega molto simile all\u2019oro ed analoga per molte delle sue caratteristiche. Successivamente riempio i bossoli di ma- teriale fosforico in modo che abbiano una luminosit\u00e0 diurna e una notturna: durante il giorno puliti e lucidi risplendono come oro al sole, nel buio delle notte rilasciano luce accumulata dal fosforo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dare luce a questa materia portatrice di morte ha un significato molto importante per me in quanto simboleggia il rifiuto del lato oscuro e del male presente nell\u2019uma- nit\u00e0 e la negazione del suo originario utilizzo. Inoltre, tramite l\u2019assemblaggio di armi o singole parti di esse come bossoli e pallottole vado a privarle della loro funzione di morte disinnescando simbolicamente la violenza insita in essa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019installazione NATURE \u00e8 composta da pallottole in piombo cromate in ottone simile ad oro. Questo elemento di preziosit\u00e0 ha portato a interrogarmi sul perch\u00e9 le armi siano concepite e studiate secondo canoni estetici legati al bello ed ho definito questo spunto di riflessione \u201cestetica della distruzione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho ragionato sull\u2019estetica delle armi e la conseguente, paradossale, necessit\u00e0 di dis- truggere in eleganza formale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dato che un coltello pu\u00f2 essere cos\u00ec bello da diventare un oggetto da collezione, mi chiedo se ci sia un desiderio inconscio di trascendere il loro significato rendendolo pi\u00f9 accettabile o forse la natura umana non riesce a uscire dal concetto di bello anche quando esso porta al male assoluto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Silvia: <\/strong>pensando al fosforo mi viene in mente un altro importante ciclo di opere, mi riferisco a New Quantum opere pittoriche di black light art.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nicola: <\/strong>Si tratta di iridi che ho dipinto con vernici fluorescenti che risaltano alla luce ultravioletta. Il ciclo di New quantum \u00e8 basato sull\u2019analogia tra l\u2019iride e i buchi neri che recentemente la scienza ha ipotizzato come possibili varchi e confini tra universi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Silvia: <\/strong>Nell\u2019iride realizzata dal nostro duo vediamo una composizione diversa. L\u2019op- era \u00e8 stata processata secondo uno schema geometrico fatto di riflessioni e di simme- trie. Si tratta di una immagine caleidoscopica che rimanda anche al concetto di man- dala?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nicola: <\/strong>S\u00ec, il mandala \u00e8 una forma simbolica legata alla spiritualit\u00e0 orientale. Una forma circolare ordinativa in cui, nella analisi di Jung, i contrasti e gli opposti trova- no una sintesi superiore e unificante portando la coscienza in uno stato di quiete e di pace interiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Silvia: <\/strong>siamo quindi arrivati a definire una possibile armonia tra scienza e spiritual- it\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nicola:<\/strong>Penso che nelle nostre opere abbiamo sovrapposto una indagine conoscitiva di stampo scientifico con una ricerca metafisica e spirituale evitando verit\u00e0 dogma- tiche e riduzionismi materialistici, un desiderio di libert\u00e0 dagli schemi intellettuali, dalle gabbie ideologiche per una sintesi superiore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>By Silvia Serenari. Published in Open Doors Issue N. 7 June 2025. Sono Silvia Serenari ho conosciuto Nicola Evangelisti in una mostra collettiva che ci vedeva coinvolti entrambi. Mi sono subito interessata alla sua ricerca che riesce sapi- entemente a tenere insieme un\u2019indagine sul mondo naturale e metafisico, un percorso artistico lungo e complesso che si articola in tre tematiche accumonate dall\u201duso della luce sia come medium espressivo che come oggetto di speculazione spirituale e scientifica fino ad affrontare problematiche della realt\u00e0 contingente. Spero di riuscire a condurvi lungo i sentieri del suo percorso colto ed affascinante. Silvia: Fin dall\u2019inizio del tuo percorso artistico la luce \u00e8 stata sia mezzo espressivo che motivo di riflessione teorica. Potresti spiegarmi nel dettaglio il tuo rapporto con essa? Nicola: Il mio percorso artistico in relazione alle luce si divide in due ambiti di ricerca, un primo che pu\u00f2 essere definito di arte e scienza in cui mi sono ispirato alla fenomenologia della luce in ambito scientifico ed un secondo in cui la luce \u00e8 metafora del sacro. Silvia: Pensando al ciclo delle strutture spaziali, che hai portato avanti per molti anni, mi viene subito in mente l\u2019installazione Spazio-tempo curvo, me ne vuoi par- lare? Nicola: In quel lavoro ho rappresentato, grazie a delle incisioni effettuate sul retro di uno specchio curvo retroilluminato, l\u2019andamento curvilineo della luce nell\u2019ambito della teoria della relativit\u00e0 generale di Einstein. Albert Einstein scardina il concetto classico di spazio e di tempo definendo una nuo- va categoria onnicomprensiva, lo spazio-tempo un continuum quadridimensionale incurvato da masse di materia e campi gravitazionali: la luce segue le sue curvature. Riguardo alla luce nel sacro ho realizzato una trilogia di videoproiezioni: Lux Inac- cessibilis, Genus Lucis, Speculum Solis, in tre chiese di Bologna, musicate dal com- positore mio omonimo Nicola Evangelisti. Queste opere sono state ispirate dalla \u201cmetafisica della luce\u201d che si \u00e8 sviluppata nel medioevo ad opera principalmente del teologo Roberto Grossatesta. Silvia: Questi ambiti di ricerca fanno capo a due arterie di pensiero che comune- mente vengono intese in modo dicotomico. Cosa ne pensi invece dell\u2019alchimia dis- ciplina che portava avanti contemporaneamente sia una ricerca scientifica che spiri- tuale? Hai realizzato delle opere ispirate al processo alchemico di trasmutazione della materia? Nicola: Gli alchimisti come Paracelso sono stati considerati precursori della chimica, provvisti di laboratori in cui hanno avuto luogo scoperte tra cui medicinali impor- tanti, al contempo sono stati anche degli spirituali elaborando una scienza esoterica finalizzata al mutare il piombo in oro, metafora di purificazione dello spirito. Il fine era la trasformazione della materia grezza in una materia sacra. L\u2019oro \u00e8 da sempre metafora del sacro in svariati culti. Il mio lavoro di taglio \u201cpo- litico\u201d sul tema della guerra \u00e8 relazionabile all\u2019alchimia per due ragioni, una associa- ta al simbolo dell\u2019oro, e l\u2019altra all\u2019uso del fosforo che a par- tire dal \u2018600 circa \u00e8 stato in- teso come materia alchemica (spongia lucis, pietra lunare, trovata sui colli di Paderno a Bologna). Nel mio lavoro \u201cLa \u201cGrande opera\u201d degli alchimisti, ovve- ro il processo di trasmutazione dei metalli che contemporaneamente apre le porte ad una metamorfosi spirituale, si traduce anche nel disossidare e lucidare i bossoli usati e sporchi, fino a farli diventare splendenti come oro. Le pallottole di piombo vengono cromate in ottone, una lega molto simile all\u2019oro ed analoga per molte delle sue caratteristiche. Successivamente riempio i bossoli di ma- teriale fosforico in modo che abbiano una luminosit\u00e0 diurna e una notturna: durante il giorno puliti e lucidi risplendono come oro al sole, nel buio delle notte rilasciano luce accumulata dal fosforo. Il dare luce a questa materia portatrice di morte ha un significato molto importante per me in quanto simboleggia il rifiuto del lato oscuro e del male presente nell\u2019uma- nit\u00e0 e la negazione del suo originario utilizzo. Inoltre, tramite l\u2019assemblaggio di armi o singole parti di esse come bossoli e pallottole vado a privarle della loro funzione di morte disinnescando simbolicamente la violenza insita in essa. L\u2019installazione NATURE \u00e8 composta da pallottole in piombo cromate in ottone simile ad oro. Questo elemento di preziosit\u00e0 ha portato a interrogarmi sul perch\u00e9 le armi siano concepite e studiate secondo canoni estetici legati al bello ed ho definito questo spunto di riflessione \u201cestetica della distruzione\u201d. Ho ragionato sull\u2019estetica delle armi e la conseguente, paradossale, necessit\u00e0 di dis- truggere in eleganza formale. Dato che un coltello pu\u00f2 essere cos\u00ec bello da diventare un oggetto da collezione, mi chiedo se ci sia un desiderio inconscio di trascendere il loro significato rendendolo pi\u00f9 accettabile o forse la natura umana non riesce a uscire dal concetto di bello anche quando esso porta al male assoluto. Silvia: pensando al fosforo mi viene in mente un altro importante ciclo di opere, mi riferisco a New Quantum opere pittoriche di black light art. Nicola: Si tratta di iridi che ho dipinto con vernici fluorescenti che risaltano alla luce ultravioletta. Il ciclo di New quantum \u00e8 basato sull\u2019analogia tra l\u2019iride e i buchi neri che recentemente la scienza ha ipotizzato come possibili varchi e confini tra universi. Silvia: Nell\u2019iride realizzata dal nostro duo vediamo una composizione diversa. L\u2019op- era \u00e8 stata processata secondo uno schema geometrico fatto di riflessioni e di simme- trie. Si tratta di una immagine caleidoscopica che rimanda anche al concetto di man- dala? Nicola: S\u00ec, il mandala \u00e8 una forma simbolica legata alla spiritualit\u00e0 orientale. Una forma circolare ordinativa in cui, nella analisi di Jung, i contrasti e gli opposti trova- no una sintesi superiore e unificante portando la coscienza in uno stato di quiete e di pace interiore. Silvia: siamo quindi arrivati a definire una possibile armonia tra scienza e spiritual- it\u00e0? Nicola:Penso che nelle nostre opere abbiamo sovrapposto una indagine conoscitiva di stampo scientifico con una ricerca metafisica e spirituale evitando verit\u00e0 dogma- tiche e riduzionismi materialistici, un desiderio di libert\u00e0 dagli schemi intellettuali, dalle gabbie ideologiche per una sintesi superiore.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[19,81],"tags":[],"class_list":["post-1012","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviews","category-lingua-italiana"],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1012","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1012"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1012\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1013,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1012\/revisions\/1013"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1012"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1012"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.opendoorsreview.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1012"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}